L’inchiesta sulla morte di Domenico, l’operaio di Poggiomarino schiacciato dalla betoniera

Andrea Ripa,  

L’inchiesta sulla morte di Domenico, l’operaio di Poggiomarino schiacciato dalla betoniera

Schiacciato dal camion che lui stesso stava conducendo. La tragedia che scuote una piccola città nella provincia di Arezzo, nel comune di Castelfranco Piandiscò, bloccando inevitabilmente gli interventi di costruzione all’interno di un cantiere industriale, in località Botriolo, vede coinvolto un 51enne nato e cresciuto a Poggiomarino. L’uomo da anni s’era trasferito a Castiglione del Lago, nella provincia di Perugia, ma era rimasto sempre attaccato alla sua città d’origine dove tuttora vivono i parenti. Il corpo di Domenico Sorrentino è stato scoperto da alcuni colleghi martedì mattina, riverso sul terreno a pochi centimetri dalla betoniera che era solito usare. Una macchia di sangue vicino al tir e l’allarme per i soccorsi. Ma quando i camici bianchi della Misericordia di Castelfranco di Sopra sono arrivati sul posto già non c’era più nulla da fare. Nessuno ha visto e sentito nulla, ecco perché la procura di Arezzo ha aperto un fascicolo contro ignoti per provare a capire quello che è accaduto due giorni fa in un cantiere edile immerso nella Maremma toscana. L’ipotesi più accreditata, in base ai primi rilievi effettuati dagli organi inquirenti e ad alcune immagini delle telecamere di videosorveglianza di alcuni capannoni della zona, è che l’uomo stesse manovrando il camion betoniera e sia sceso, con il mezzo acceso, forse per controllare qualcosa o per spostare un ostacolo sulla strada: a quel punto il camion si sarebbe mosso, schiacciandolo.  Le indagini affidate ai carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno sono destinate a chiarire l’esatta dinamica di un incidente ancora oggi avvolto in un lenzuolo di mistero. Intanto i lavori nel cantiere edile sono stati sospesi su disposizione della Procura che ha ordinato il sequestro dell’area e del mezzo che avrebbe schiacciato il 51enne originario di Poggiomarino. Ieri mattina i funzionari dell’Asl, insieme alle forze dell’ordine, ha effettuato nuovamente accesso sul luogo della tragedia. Stavolta per verificare le misure di sicurezza sul posto di lavoro. Nel frattempo la magistratura ha disposto il sequestro della salma di Domenico Sorrentino, sul corpo dell’uomo saranno effettuati gli esami autoptici di rito. Analisi destinate a chiarire quale dei vari traumi evidenziati sul corpo dell’operaio napoletano sia stato poi fatale. Una tragedia che ha toccato indirettamente anche la comunità di Poggiomarino, dove l’uomo fino a qualche hanno fa ha vissuto. Qui la famiglia di Domenico Sorrentino è nata. Da queste parti, infatti, tutti conoscevano Mimmo. Anche se si era trasferito in Toscana da tempo. La notizia, circolata già nella giornata di martedì, quando è stato scoperto da alcuni colleghi il corpo senza vita dell’uomo, ha lanciato nello sconforto una intera comunità che oggi piange per il 51enne. «Un figlio di questa terra, Mimmo è cresciuto con noi. Poi la decisione di trasferirsi in Toscana presa tempo fa, ma è rimasto sempre attaccato alla sua città».