Scafati. Farmacie comunali, vendita ancora bloccata

Adriano Falanga,  

Scafati. Farmacie comunali, vendita ancora bloccata

La vendita delle farmacie comunali, iscritta nel piano di riequilibrio dei conti che ha scongiurato il dissesto, è certamente tra le voci più importanti che hanno convinto la Corte dei Conti alla sua approvazione, lo scorso dicembre. A distanza di dieci mesi però del bando non c’è traccia, e neanche della convenzione con il Consorzio Farmaceutico, che gestisce le cinque farmacie scafatesi per conto di Palazzo Mayer, in assenza del minimo controllo, contabile e operativo, in quanto Scafati non ha rappresentanti istituzionali nel cda. «Su questa vicenda sono troppi i punti oscuri» così Michele Grimaldi, consigliere di minoranza e segretario Pd. «Perché esistono due stime propedeutiche alla vendita delle farmacie, una che evidentemente ne sottostima il valore, un’altra ancora che invece (con aumento di valore del 136%) fissa un prezzo evidentemente alto?». Eppure l’ex ragioniere capo Francesco Martellaro sembrava essere pronto, sia con il bando, sia con la nuova convenzione, tanto da predisporre, con una apposita nota, l’atto di indirizzo per il consiglio comunale. Era il 28 aprile. «Perché non si è valutato l’affido della gestione del servizio e invece ci si è ostinati con la vendita? D’altronde ad oggi risulta non essere stato prodotto l’inventario di magazzino delle farmacie, e non è dato sapere né quanto stanno incassando, né quanto stanno spendendo – insiste Grimaldi – E ancora: quale è la sorte dei dipendenti? Rimangono in carico, all’ente, al Cfi o seguiranno il destino della proprietà delle farmacie?». Una bozza di convenzione sembrava essere pronta per essere votata in assise già a luglio scorso, ma anche qui tutto è finito nelle sabbie mobili. «Vi sono poi immani criticità sulla bozza di convenzione tra l’ente ed il Cfi, bozza che abbiamo ottenuto solo tramite l’accesso agli atti – svela ancora il dem – rimangono aperti degli interrogativi enormi: non conosciamo la situazione contabile per ciascun centro di costo e non vi è nessun controllo sulla gestione, il Comune dovrebbe prendere atto di costi, spese, gestione e inventari non si sa con quali verifiche, il Comune e il Consorzio dovrebbero dividere costi e ricavi al 50% ma non si capisce in base a quale criterio, i costi indiretti dovrebbero essere ribaltati con il rischio che il Comune di Scafati debba coprire i debiti del Cfi, il Comune dovrebbe addirittura riconoscere un ristoro al CFI ma non si capisce perché, e nonostante sia Martellaro che il Collegio dei Revisori dei Conti non lo reputino obbligatorio». Dell’argomento se ne è parlato nell’ultimo consiglio comunale, a notte fonda. «Il nervosismo del presidente del consiglio comunale durante il consiglio del 23, visibile dalle registrazioni, che mi interrompe molto prima del tempo a mia disposizione per l’intervento, è abbastanza lampante – infine la stoccata – La vicenda delle farmacie comunali è forse uno dei simboli dell’incapacità, della sciatteria e dalla mancata trasparenza dell’amministrazione Salvati: in sintesi, dei danni che quotidianamente procurano alla nostra comunità».