Droga, l’alleanza Birra-Di Lauro per lo spaccio a Ercolano

Ciro Formisano,  

Droga, l’alleanza Birra-Di Lauro per lo spaccio a Ercolano

Ercolano. C’è un pentito eccellente che potrebbe conoscere gli ultimi misteri irrisolti della camorra di Ercolano. Un camorrista importante. Per anni è stato in cima alla cupola della criminalità organizzata campana, padrone di Secondigliano, il rione dello spaccio dal quale, ogni giorno, passano milioni di euro di cocaina. Maurizio Prestieri è uno dei personaggi di punta di quel “sistema” che oggi chiamiamo Gomorra. Boss della droga e soprattutto braccio destro di Paolo Di Lauro, al secolo “Ciruzzo ‘o milionario”, l’inafferrabile padrino catturato nel 2005 dopo una lunga latitanza. Prestieri all’Antimafia ha raccontato tutto ciò che sapeva sulla camorra di Scampia e sulla intricata ragnatela di rapporti che aveva tessuto con alcune delle cosche più importanti della provincia di Napoli. E a cavallo tra la fine degli anni ’90 e il nuovo millennio tra le organizzazioni più spietate e potenti dell’hinterland c’erano anche i Birra-Iacomino di Ercolano, il clan fondato dai padrini Giovanni Birra e Stefano Zeno. L’organizzazione nata da una costola del clan Ascione-Papale – come dimostrato da numerose indagini – era stata in grado di creare un’infinita serie di alleanze. Come il triplice patto con i Gionta e i Chierchia di Torre Annunziata: una “nuova famiglia” criminale nata per sterminare i nemici comuni e arrivare a mettere le mani sul monopolio degli affari illeciti da Torre fino alle porte di Secondigliano. E proprio lì, tra vicoli e vele, era stato stipulato un altro accordo criminale. Lo racconta proprio Prestieri, all’Antimafia, in un verbale confluito al centro di un processo che a luglio ha portato alla condanna di diversi affiliati del clan Birra. Prestieri ha raccontato che i Birra in quegli anni avevano affari nel settore dello spaccio proprio con quelli di Secondigliano. Un’amicizia criminale rafforzata anche dal fatto che i “resinari” gestivano “Radio Nuova Ercolano”, la radio della camorra che inviava messaggi cifrati dal carcere e rappresentava, di fatto, la voce dei boss fuori dalle celle. Un modo, dice Prestieri, attraverso il quale i Birra si «accattivavano simpatie tra i carcerati». E anche le “simpatie” dei Di Lauro, all’epoca i più potenti di tutti. In altri verbali il pentito parla anche di viaggi di droga in Olanda con emissari della camorra di Ercolano. Verbali spesso infarciti di omissis. Verbali che potrebbero servire a svelare tutti i retroscena del patto tra le due cosche e perché no anche per svelare gli ultimi misteri irrisolti legati alla terribile guerra di camorra. @riproduzione riservata