Baracca in fiamme a Boscoreale: uomo bruciato vivo

Giovanna Salvati,  

Baracca in fiamme a Boscoreale: uomo bruciato vivo

E’ stato ucciso da un incendio di origine dolosa l’uomo ritrovato carbonizzato all’interno di un capanno, venerdì notte, nella zona rurale di Boscoreale. Una tragedia assurda attorno alla quale ruotano una lunga serie di interrogativi, dubbi, enigmi. A cominciare dall’identità della vittima che non è stato possibile riconoscere. Le fiamme hanno straziato il corpo dell’uomo. I rilievi dei vigili del fuoco hanno accertato che si tratta di un rogo “provocato” da qualcuno. Ma sul posto non sono state trovate tracce di liquido infiammabile. Nel capanno, piazzato a ridosso di un fondo, non c’era nemmeno una stufa o un braciere, o una qualsiasi altra fonte di calore che avrebbe potuto alimentare l’incendio che ha divorato il corpo di quell’uomo senza nome. Per ora restano in piedi tutte le ipotesi investigative.

La procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sull’accaduto. Ma al vaglio degli inquirenti, sinora, ci sono poche e frammentarie informazioni. Troppo poco per ricostruire il mosaico investigativo. Secondo le testimonianze fornite da alcuni cittadini del posto, quel capanno sarebbe stato spesso utilizzato da un senzatetto che era solito andarci a dormire. Ma nessuno, sinora, è stato in grado di mettere a disposizione altri elementi per identificare la vittima. Nessuno conosceva il suo nome ma in tanti sapevano che in quella casa di fortuna, realizzata con i resti di un vecchio camper e un container dismesso, viveva quell’uomo. Spesso lo vedevano rincasare con un carrellino dove riponeva anche oggetti raccattati per strada. E anche ieri sera come al solito sarebbe rientrato nel capanno. Poi le fiamme.

Il rogo infernale che ha ridotto tutto in cenere, spazzando via anche il volto di quell’uomo senza nome. Ad accorgersi del rogo sono stati i cittadini della zona che hanno notato – nella notte – le fiamme e una coltre di fumo avvolgere l’area. Sul posto è così arrivata una pattuglia dei carabinieri assieme ai mezzi dei vigili del fuoco, che hanno cercato di domare le fiamme ma senza riuscirci. Ci sono volute diverse ore per spegnere il rogo. Durante l’ispezione i pompieri hanno ritrovato i resti del cadavere dell’uomo. Sono stati disposti gli esami del dna per provare a trovare, nelle banche dati del Ministero, elementi che possano aiutare gli investigatori ad identificare la vittima.  Ma i dubbi da chiarire sono anche altri: cosa ha innescato l’incendio? Si è trattato di un incidente oppure di una ritorsione? Chi poteva volere la morte di quell’uomo? Enigmi, dubbi, interrogativi, ancora avvolti da un fitto alone di mistero. In piedi c’è anche un’altra ipotesi, forse ancora più inquietante. Non è escluso, infatti, che qualcuno possa aver appiccato il rogo per bruciare qualche cumulo di spazzatura (una folle pratica tristemente diffusa in tutta l’area vesuviana). Ma per ora non ci sono certezze, solo indizi e supposizioni. Basi dalle quali partire per risolvere il mistero dell’uomo morto carbonizzato all’interno di un capanno.