Incidenti falsi in penisola sorrentina, sequestrati 32 Rolex all’imprenditore arrestato

Salvatore Dare,  

Incidenti falsi in penisola sorrentina, sequestrati 32 Rolex all’imprenditore arrestato

Sorrento. Orologi di lusso, molto costosi. Veri e propri “gioielli” che, secondo le ipotesi delle fiamme gialle, sono legati al presunto giro di mazzette per gli incidenti falsi. Nel dettaglio, si tratta di 32 Rolex e un Longines che su input della Procura di Torre Annunziata sono stati sequestrati all’imprenditore Gianluca Izzo, da martedì mattina ai domiciliari. Nei guai anche l’avvocato Giovanni Pane di Meta e due consulenti tecnici nominati dal Giudice di Pace di Sorrento, Vincenzo Polito di Casola e Luigi Giuseppe Arpaia di Pompei. Izzo, che ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia sostenuto dinanzi al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata Mariaconcetta Criscuolo, assieme al proprio legale, è pronto a ribattere a tutte le accuse. Tant’è che già nel corso della prossima settimana presenterà un ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli. Ai giudici si chiederà anche l’annullamento del sequestro degli orologi. L’inchiesta sui falsi incidenti in penisola sorrentina, però, non si ferma affatto qui.

Coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, le fiamme gialle di Torre Annunziata e della tenenza di Massa Lubrense stanno perlustrando ogni “canale” investigativo che possa risultare utile a ricostruire ogni dettaglio del presunto affare illecito. Le ipotesi, a vario titolo, al momento sono di corruzione in atti giudiziari e falsa perizia e oltre Izzo, Pane, Polito e Arpaia sono state iscritte nel registro degli indagati altre sei persone. Ovvero A.P., M.S. e G.M. ritenuti tutti presunti testimoni falsi, M.G. che risulta essere il proprietario di una Fiat punto ritenuta coinvolta in un incidente fasullo, ed A.S. che è il conducente di una Mercedes classe C, anch’essa al centro di un sinistro che, per la Procura, non è mai avvenuto. Per ora, la Procura sostiene che Izzo, con l’apporto di Pane, abbia cercato di concludere con successo due frodi ai danni di compagnie assicurative grazie a false testimonianze e perizie d’ufficio ritenute compiacenti. Nella prima vicenda sospetta, al Giudice di Pace di Sorrento, Polito avrebbe presentato una perizia giudicata mendace con la quale veniva stabilita la cifra di 10mila euro per i danni subiti alla Ferrari di Izzo in un incidente mai avvenuto. In cambio, la promessa di 2.500 euro, poi divenuti 1.500 euro, con pagamento in contanti da parte dell’avvocato. Si sostiene che a Meta, il 20 luglio 2014, si sia organizzato un finto incidente tra la Ferrari riconducibile ad Izzo, una Fiat punto e una Mercedes classe C. Stando a ciò che afferma la guardia di finanza, risultano essere importanti anche delle fotografie, ritenute artefatte, e delle testimonianze giudicate mendaci. La seconda questione riguarda Arpaia, medico e consulente nominato dal Giudice di Pace, che per 200 euro, secondo i pm, ha presentato al giudice di pace di Sorrento una perizia attestante falsamente l’esistenza di un nesso causale tra un ulteriore incidente stradale e le lesioni riportate dal conducente di un veicolo apparentemente entrato in collisione con un altro veicolo condotto da Izzo, riconoscendo la sussistenza di un danno biologico nella misura del 3 per cento.