Nozze annullate per Covid, chiesta una clausola per risarcire i promessi sposi: tavolo tra Regioni

Redazione,  

Nozze annullate per Covid, chiesta una clausola per risarcire i promessi sposi: tavolo tra Regioni

Ciambella di salvataggio per i matrimoni non ancora celebrati e già a rischio naufragio – probabilmente qualche migliaio, dati Istat alla mano – per effetto del nuovo Dpcm del governo Conte che almeno per un mese, nell’ipotesi più ottimistica, ha messo al bando i ricevimenti post cerimonia con più di 30 invitati, per tentare di arginare l’espandersi del Covid. Ci hanno pensato i governatori delle Regioni – ha informato il ligure Giovanni Toti in diretta su Fb – a chiedere al governo un tavolo urgente per risarcire i ‘promessi sposi’ delle spese che hanno già affrontato, come il versamento di caparre per il catering. Senza dimenticare le costose prove trucco e acconciatura, gli addobbi floreali, tutte cose, come le bomboniere, deperibili e non riciclabili. Dareste ai vostri ospiti confetti stantii? Sul tappeto c’è anche la volontà di indennizzare le imprese del ‘mariage’ dei guadagni sfumati, un settore già stravolto dal lockdown dei mesi scorsi, si tratta di circa 50mila imprese e partite Iva che danno lavoro più o meno a 300mila dipendenti, stabili e stagionali. “I matrimoni sono feste che si organizzano con grande anticipo, – ha osservato Toti – dev’esserci una clausola di salvaguardia che consenta sia alle persone di recuperare i soldi che hanno anticipato, sia ai locali e ai musicisti di avere un risarcimento, su questo abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo urgentissimo con il Governo”. In base alle ultime rilevazioni statistiche su quanto ci si sposa nei diversi mesi, risulta che nel 2018, anno che ha totalizzato circa 195mila unioni coniugali, si sono celebrati 15.223 matrimoni ad ottobre, la maggior parte dei quali – dicono gli esperti – nella prima metà del mese, mentre a novembre – che insieme a gennaio è il periodo meno scelto – si sono contate 4.210 cerimonie. Su questi numeri si possono fare dei calcoli previsionali, e si arriva a qualche migliaio di matrimoni a rischio rinvio. Anche le date sono importanti, i ‘nubendi’ sono scaramantici. Se sabato è il giorno preferito per le nozze, in quanti avranno scelto il prossimo che cade il 17? Anche l’ultimo sabato di ottobre, il 31, non saranno molti i matrimoni falcidiati perchè è vicino alla festa dei santi e dei morti, da evitare per sposarsi. Ma su tutto aleggia la grande incognita dei matrimoni rimandati e riprogrammati, come quello di Elettra Lamborghini e AfroJack celebrato il 26 settembre. Quante coppie di ‘mancati sposi’ si sono date una seconda chance proprio tra ottobre e novembre? Anche sul numero degli invitati molti governatori, e non solo loro, hanno avuto da ridire.

“Il limite di trenta partecipanti alle feste ha lasciato perplesse gran parte delle Regioni”, in primo luogo – ha spiegato Toti – perchè “non tiene conto dell’ampiezza dei locali”, e poi non è piaciuta la distinzione tra celebrazioni di tipo civile o religioso con “una profonda iniquità perché ognuno festeggia quello che gli pare”. Insomma, ragiona Toti, se si possono invitare 30 persone per un matrimonio perchè non si può fare lo stesso per un compleanno? Anche i cuochi chiedono più elasticità. “Siamo consapevoli delle gravi criticità che si stanno delineando – ha dichiarato Rocco Pozzulo, presidente della Federazione Italiana Cuochi – ma facciamo un appello al Governo affinché fissi le restrizioni in base alla capienza effettiva dei locali e non imponendo un numero massimo che limita indistintamente tutte gli esercizi”. Ma Palazzo Chigi appare inflessibile. “Nei locali pubblici- ha ribadito il premier Giuseppe Conte – non saranno più consentite feste a meno che non siano connesse a cerimonie come matrimoni o battesimi e anche in questi casi con il limite di trenta partecipanti”.

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