Mazzette per l’appalto del gas a Terzigno, funzionario condannato

Andrea Ripa,  

Mazzette per l’appalto del gas a Terzigno, funzionario condannato

Tangenti per ottenere proroghe dal ministero per i lavori al metanodotto di Terzigno, a quasi due anni dallo scoppio dell’inchiesta che portò ad arresti eccellenti tra il ministero e una nota società interessata da numerosi appalti nel Mezzogiorno, arrivano le prime condanne. A uno dei protagonisti della vicenda sollevata dalla procura di Forlì-Cesena nel novembre del 2018 sono stati inflitto un anno e 10 mesi di reclusione, con contestuale restituzione del profitto del reato, quantificato in 25mila euro. E’ la pena patteggiata dinanzi al Gip del tribunale di Forlì, da un ex funzionario del Ministero dello Sviluppo Economico, ora in pensione, imputato per corruzione per l’esercizio della funzione. L’uomo era uno dei principali soggetti coinvolti nell’indagine che ha interessato i vertici della Cons.Coop., consorzio di cooperative con sede a Forlì, che coinvolge più di 100 cooperative associate. L’ex funzionario del Mise, arrestato dai carabinieri del comando provinciale Forlì-Cesena il 13 novembre 2018, già responsabile dell’attuazione del programma di metanizzazione del Mezzogiorno, era imputato per aver ricevuto una tangente dai vertici di Cons.Coop. per autorizzare una proroga a favore di una società costituita e controllata da Cons.Coop., concessionaria dei lavori appaltati dal Comune di Terzigno, nel napoletano, per la progettazione, costruzione e gestione del sistema di distribuzione del metano in quel comune. E’ emerso come l’ex funzionario ministeriale avesse ottenuto una somma complessiva di 25.000 euro, finalizzata ad ottenere la proroga dei lavori. Lo scandalo fu portato alla luce due anni fa, i riflettori della Procura si concentrarono sul maxi appalto da 4 milioni di euro per la fornitura del gas proprio all’ombra del Vesuvio negli anni. Cinque le persone finite sul registro degli indagati, per tre furono anche emesse misure cautelari. Nell’occhio del ciclone finirono all’epoca il presidente del Consorzio Cons.Coop., un dirigente della società, un ingegnere, un funzionario tecnico del ministero e un membro dell’ufficio ministeriale responsabile della metanizzazione del Mezzogiorno.