Castellammare, il prete di frontiera: “Incubo povertà, le famiglie sono allo stremo”

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Castellammare, il prete di frontiera: “Incubo povertà, le famiglie sono allo stremo”

Castellammare. Don Salvatore Abagnale è un parroco di frontiera. A Castellammare, guida la parrocchia dello Spirito Santo, nel quartiere dell’Acqua della Madonna, uno dei rioni più poveri.

Don Salvatore già durante il lockdown si levò il suo grido di dolore. Oggi la Caritas, certifica che la povertà rischia di fare più danni del Covid. E’ d’accordo?

«Assolutamente sì. I casi di povertà sono aumentati in maniera clamorosa. Le richieste, a più livelli, sono numerosissime.

Partiamo dal primo livello.

«Penso alla famiglia che chiede l’assistenza con il pacco alimentare che le parrocchie già danno e che oggi non basta».

Poi ci sono quelli che devono fare i conti con la scuola.

«Sì e prima della chiusura in tanti venivano in chiesa a chiedere una mano per avere libri, quaderni, zaini».

Poi hanno chiuso le scuole.

«E vedo genitori spaventati che non sanno come fare per la didattica a distanza. Chi non ha il cellulare adatto, chi non ha un tablet, chi non ha proprio la linea internet. Questa è una nuova frontiera dei nuovi poveri, quelli esclusi dalla digitalizzazione».

Cosa è accaduto in questi mesi?

«Che tanti che si arranguavano con lavori occasionali, in nero non hanno più neanche quello e non sanno come fare».

Di cosa parliamo in particolare?

«Camerieri, signore che facevano lavori domestici. Ristoranti in crisi, famiglie impaurite e loro sono senza un euro».

Serve la solidarietà.

«Il Covid ci sta facendo diventare indifferenti.  Il si salvi chi può, l’idea che l’altro non è più mio fratello ma soltanto un mio nemico, perché può contagiarmi, il mors tua vita mea sta sgretolando  soltanto i nostri valori».