Appalti e rifiuti speciali: Comune di Torre Annunziata sotto inchiesta

Giovanna Salvati,  

Appalti e rifiuti speciali: Comune di Torre Annunziata sotto inchiesta

I fari della Procura di Torre Annunziata si accendono sugli appalti in Comune. Affidamenti diretti, senza necessità di gara perché con importi al di sotto dei quarantamila euro. Non uno, nè due, ma almeno quattro gli appalti sui quali la magistratura ha chiesto approfondimenti agli investigatori. Acquisizioni di atti, note scritte e una lunga corrispondenza tra i dirigenti del dipartimento tecnico e i pm. Un fascicolo di inchiesta affidato al pm Emilio Prisco e una delega di indagini consegnata nelle mani dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata ai quali il compito di fare chiarezza. La richiesta del pm di far luce sugli appalti era arrivata già diverse settimane fa, poi il ritorno dell’emergenza Covid e gli accertamenti si erano fermati. Ma ora nuove richieste e quel fascicolo che continua a riempirsi di atti e a scottare ogni giorno di più. Al centro degli appalti c’è la rimozione dei rifiuti nel Quadrilatero delle Carceri di Torre Annunziata. Da mesi infatti la Procura ha preso  in mano le redini di un procedimento che da anni al Comune non veniva messo in campo. Ha ordinato i carabinieri una task force per far rispettare le ordinanze di sgombero mai ottemperate, la chiusura di aree a rischio crollo e murato interi appartamenti. Poi la richiesta al Comune di rimuovere cumuli e cumuli di rifiuti che per anni sono rimasti l’unica copertina di ben venuto all’intero del rione dimenticato da tutti. Ed è qui che il Comune ha proceduto in prima persona affidando a due ditte la rimozione di tutti i rifiuti. Una rimozione che non ha potuto concedere alla società Prima Vera – la ditta che si occupa della raccolta rifiuti in città – perchè si trattava di rifiuti catalogati come speciali e le rimozioni straordinarie. Pertanto il Comune non poteva affidarli alla società interna e ha deciso di scegliere le ditte attraverso il mercato telematico che viene messo a disposizione delle amministrazioni. Qui l’individuazione, per costi e tempi, a due società. Pochi giorni per effettuare una serie di verifiche, trovare le somme in un ente che da circa un anno lamenta le casse vuote e procedere subito all’affidamento. Le gru sono arrivate nel quartiere tra maggio ed agosto in più tornate, quintali di rifiuti che negli anni si erano accumulati ma che sono stati rimossi prima poi di procedere alla chiusura di strade come via Agricoltori, oppure la stessa via Castello che dopo la rimozione dei rifiuti ha visto la necessità di installare una barricata di ferro per delimitare uno spazio che puntualmente veniva trasformato in discarica. Barriera ancora visibile come le tante piazzate  nell’intero quartiere. Ora la Procura pretende di conoscere il conto: di sapere quali aree sono state ripulite e secondo quali criteri e requisiti sono stati affidati gli incarichi alle ditte scelte. Una brutta grana per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Ascione. @riproduzione riservata

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