Rifiuti, paradosso a Torre del Greco: città-discarica, ma la Buttol vuole l’aumento del canone

Alberto Dortucci,  

Rifiuti, paradosso a Torre del Greco: città-discarica, ma la Buttol vuole l’aumento del canone
Scempio rifiuti a Torre del Greco

Torre del Greco. Le immagini dello scempio-rifiuti ai piedi del Vesuvio sono finite all’attenzione di tutti i media nazionali, pronti a ribattezzare la città dei fiori e del corallo come la «città della monnezza». Eppure, a un anno esatto dallo sbarco a Torre del Greco – dietro «chiamata diretta» dell’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba – la ditta Buttol batte cassa con l’ente di palazzo Baronale, puntando alla revisione del contratto con aumento del canone. Una richiesta «kafkiana» destinata a scatenare nuovi veleni e proteste su un settore già finito – come noto ai vertici del colosso ambientale con sede legale a Sarno, il generale dei carabinieri Franco Mottola e il direttore generale Luca Di Monte, entrambi indagati per la vicenda dell’isola ecologica viale Sardegna – sotto i riflettori della procura di Torre Annunziata.

La lettera del legale

Il nuovo fronte è stato aperto da una lettera inviata in Comune dall’avvocato Gherardo Marone, legale della ditta Buttol. Quattro paginette – indirizzate alla dirigente del settore ambiente, Claudia Sacco – in cui si lamentano le errate previsioni dell’ente di palazzo Baronale in relazione ai proventi derivanti dal Conai: soldi destinati – secondo il capitolato d’appalto in vigore – a essere girati direttamente alla ditta appaltatrice, previa voltura delle deleghe. Secondo i conti della ditta Buttol, ogni mese il colosso ambientale con sede legale a Sarno incasserebbe circa 16.000 euro dal Conai a fronte dei 97.000 euro previsti dal Comune. In pratica, ogni mese, la ditta appaltatrice «perderebbe» circa 80.000 euro. Di qui, la proposta shock arrivata in municipio: «O il Comune rivaluta le stime – il senso della proposta – oppure ritira la delega al gestore e riconosce allo stesso l’importo “pieno” del canone». Altrimenti, la «minaccia» all’ente di palazzo Baronale, la ditta Nu – considerato il contratto non remunerativo – dovrà iniziare l’azione per la risoluzione del contratto per eccessiva, sopravvenuta, onorosità.

Il parere esterno

La missiva della ditta Buttol ha trovato la «sponda» della dirigente del settore ambiente. La geologa Claudia Sacco ha subito scritto al sindaco Giovanni Palomba per richiedere un parere legale esterno sulla vicenda perché «la risoluzione contrattuale preannunciata dalla ditta Buttol – la premessa della richiesta – delinea una strategia finalizzata all’apertura di un contenzioso con l’amministrazione comunale». Una sorta di «spauracchio» sventolato per dare forza all’aumento invocato dalla ditta Buttol, con buona pace dell’anno da incubo vissuto sul fronte rifiuti all’ombra del Vesuvio.

@riproduzione riservata

CRONACA