Corse clandestine nel Parco del Vesuvio, una nuova inchiesta sulle motocross tra i sentieri della riserva naturale

Andrea Ripa,  

Corse clandestine nel Parco del Vesuvio, una nuova inchiesta sulle motocross tra i sentieri della riserva naturale

Venti secondi. Tanti ne sono bastati per innescare l’ennesima inchiesta su raduni e presunte corse clandestine di motocross nei viali del Parco Nazionale del Vesuvio. Per guide e storici escursionisti dell’ara protetta un «problema già noto alle forze dell’ordine e mai risolto», nonostante i tanti appelli lanciati negli anni, per il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, una «vicenda grave e che va risolta in tempi rapidi». Parte da qui, da un filmato girato con un cellulare da uno dei tanti turisti che ogni giorno affollano le pinete del Parco Nazionale del Vesuvio l’ennesima indagine sull’immenso patrimonio ambientale – troppo spesso deturpato – che ruota attorno al vulcano. Nella fattispecie, all’interno del filmato consegnato ai carabinieri del gruppo forestale di Ottaviano, agli ordini del colonnello Antonio Lamberti, si nota una moto che sfreccia ad alta velocità che addirittura rischia di investire i turisti presenti «lungo la pista». Un’emergenza, l’ennesima da combattere, di un territorio che in passato, per troppo tempo, è stato lasciato abbandonato. Soprattutto dalle istituzioni che, nonostante le proteste di numerose associazioni e comitati del territorio, non ha mai dato ascolto a chi «chiedeva controlli nell’area protetta». Da qualche anno a questa parte, complice il cambio alla guida dell’Ente Parco, qualcosa s’è intravisto. Resta il disastro di un’area che per decenni è stata abbandonata agli sversamenti selvaggi dei rifiuti e alle colate incontrastate di cemento. Ora l’ennesimo allarme legato alle corse clandestine di motocross, l’ennesimo problema da fronteggiare. I raduni tra appassionati di moto sono ripresi clandestinamente nelle ultime settimane, complice l’emergenza sanitaria l’inevitabile calo di turisti lungo i sentieri del parco, ma giorni fa l’avvistamento di un motociclo di grossa cilindrata è stato immortalato e ha dato vita all’ennesima indagine su una delle riserve naturali più belle – e dannate – del territorio nazionale. Dura anche la condanna del presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, che ha consegnato il breve video alle forze dell’ordine. «E’ vergognoso vedere questi criminali che in spregio di tutte le regole e le leggi scorrazzano con le motocross sul nostro territorio, mettendo in serio pericolo l’incolumità degli escursionisti e creando danni ambientali ai nostri ecosistemi. – ha spiegato attraverso un post l’ex consigliere comunale di San Giuseppe Vesuviano che da quattro anni guida la governance ambientale del Vesuvio – Pretenderò operazioni mirate per beccare e punire in maniera esemplare questi crimiminali che pensano di poter fare quello che vogliono».

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