Floridiana, la metropoli verde secondo CoCo

Rocco Traisci,  

Floridiana, la metropoli verde secondo CoCo

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La grazia e l’acrobazia del canto convivono in Floridiana, il nuovo progetto di CoCo. La capacità melodica e le doti di trapezista dei versi fanno di Corrado Migliaro, alias CoCo, una eccezione preziosa del panorama soul-urban-pop italiano. Nato a Napoli, vissuto a lungo a London, l’artista ritorna con questa collezione di canzoni in lingua italiana senza mai rinunciare al gusto della prosodia e del ritmo. “Questo progetto è una metafora musicale – racconta CoCo – una frattura spazio/temporale che mi riporta nel mio luogo incantato al centro della metropoli. A suo modo è un concetto che illumina il mio modo di intendere/vivere la musica.La stessa narrazione fotografica che accompagna le canzoni – gli scatti in analogico con uno spirito rétro ambientati in una villa di Marechiaro sono un’idea di Eleonora D’Angelo sotto la direzione artistica di Vincenzo Paccone – sposa un immaginario di sospensioni. Pagine di un romanzo che si dipana di petalo in petalo.

CoCo, in copertina tu sei immerso nei fiori. È un’immagine serena, da un lato, che esprime protezione. Eppure osservando il tuo volto sembra tu sia in pericolo. È così?

Più che in pericolo mi definirei al sicuro da qualcosa che mi spaventa. Metaforicamente, i fiori rappresentano questo per me: una protezione, come dico anche nella traccia d’apertura del progetto. Sono io immerso nelle mie paure, nei miei ricordi, nei miei errori ma con, appunto, una corazza di fiori tanto fragili ma forti allo stesso tempo. I fiori sono la musica, sono la mia sensibilità, sinonimo di forza e fragilità. Senza fragilità, ogni volta disarmandomi e sentendomi solo, non sarei chi sono adesso.

FLORIDIANA: perché battezzare questo progetto – che segue ad Acquario – proprio con il nome di un parco pubblico del quartiere Vomero di Napoli?

In primis mi piaceva il nome. Già questo mi riportava a qualcosa di surreale e un po’ fiabesco. In più la Floridiana per me quand’ero piccolo era un posto magico dove andavo spesso con mia madre. Ho tanti ricordi lì. Entrare in Floridiana, una villa nel pieno centro della città, era un po’ come superare uno spazio temporale o ritrovarsi nel bel mezzo di un film di Tim Burton con tanti posti diversi da esplorare. Fantasticavo: nella mia testa c’erano luoghi “incantati” e luoghi che mi facevano paura. Ricordo un pozzo, stradine scure, la gabbia dei leoni. Era tutto un mix di emozioni. Ed è ancora una volta quello che la vita e la musica rappresentano per me.

Queste tracce sono scritte e cantate interamente in lingua italiana, e vengono pubblicate proprio nel momento in cui di Napoli e della sua lingua si parla tanto in Europa e nelle classifiche e al cinema e in tv. Che rapporto hai con le rime, la narrazione del sound e il linguaggio?

Io ho sempre scritto solo in italiano, è una questione di abitudine e di approccio. Nonostante penso che la lingua napoletana forse dopo l’inglese sia la lingua che musicalmente suoni meglio di qualsiasi altra. Quando scrivo mi faccio quasi sempre trasportare principalmente dalla produzione, che per me è il tappeto fondamentale per far sì che melodie e le parole sfilino sopra al meglio. Se la produzione non mi ispira o non tocca certe corde dentro di me faccio veramente fatica a lasciarmi andare. Dopodiché parto con le melodie, che a loro volta poi costruiscono il discorso o la sensazione che voglio esprimere in quel momento.

FLORIDIANA vanta 5 featuring: sai riassumere – citando un fiore per ciascuno di loro – la presenza di Luchè, Rkomi, Geolier, Lil Jolie e Vale LP, e Giaime?

Quello che mi piace è che tutti gli artisti che ho scelto per il progetto sono diversi tra loro e ognuno ha lasciato la propria impronta. Rkomi è la fresia: il mistero e il fascino. Luchè è la calla, che rappresenta amicizia, stima e ammirazione sincera. Giaime? Direi il ranuncolo, con un fascino malinconico. Tutte le cose che ho ascoltato di lui mi hanno sempre dato questa sensazione. Per Geolier forse la malvarosa, che rappresenta l’ambizione. Lil Jolie e Vale LP sono l’azalea, fiore che rappresenta la gioia, la speranza e la fortuna, essendo loro giovanissime e super appassionate. In particolare, loro due rappresentano per me ciò che un po’ manca alle volte nelle nuove generazioni, cioè la voglia di esprimersi realmente lanciando messaggi con personalità. Quindi speranza per i più giovani.

(si ringrazia Gianni Valentino per la gentile collaborazione)

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