Il sindaco di Boscoreale si dimette: ecco tutti i retroscena

Pasquale Malvone,  

Il sindaco di Boscoreale si dimette: ecco tutti i retroscena

Tutto in una manciata di ore. Una sequenza di eventi concatenati che ha cambiato, per il momento, le sorti della città. Prima le voci di una imminente sfiducia orchestrata dai consiglieri di Forza Italia, con tanto di firma dal notaio. Poi la mossa del sindaco Antonio Diplomatico che ha anticipato tutto e tutti, rassegnando le dimissioni nelle mani del Prefetto di Napoli. Dimissioni che, è bene precisarlo, non sono definitive. Il primo cittadino, infatti, ha tempo venti giorni a partire da oggi per ritornare sui suoi passi. Un periodo nel corso del quale proverà a sondare il terreno e capire se ci sono le condizioni per andare avanti. Una verifica politica di maggioranza necessaria anche alla luce di quanto è avvenuto nelle ultime due sedute di consiglio comunale. Prima l’atteggiamento dei cinque consiglieri di Forza Italia, poi l’assenza sospetta di Michele Vaiano. Alla fine, il numero legale era stato garantito dalle forze di opposizione. Ma la congiura di palazzo era già in atto. E così ieri mattina nove consiglieri (Massimiliano Zecchi, Umberto Cirillo, Emilio Branca, Crescenzo Federico, Nicola Sergianni, Carmine Sodano, Angelo Costabile, Pasquale Di Lauro), tra cui lo stesso Vaiano che nell’ultimo periodo si era avvicinato al Partito Democratico, erano pronti a firmare la sfiducia davanti ad un notaio nella vicina Scafati. A far saltare il tavolo, oltre alle dimissioni di Diplomatico che già rifletteva da giorni sull’ipotesi, è stato il gruppo dei “forzisti”, richiamati all’ordine – e al rispetto dei patti – dalla consigliere regionale Annarita Patriarca. Era stata lei a sancire una tregua nel corso di un incontro con il capogruppo regionale del Pd, Mario Casillo. Il sindaco, poi, ha bruciato tutti sul tempo.«L’obiettivo era far saltare la ratifica di una delibera relativa alla manutenzione delle scuole. Un atteggiamento irresponsabile assunto da alcuni consiglieri che mi ha spinto ad una simile decisione. Continuerò a lavorare in questi venti giorni e nel più breve tempo possibile valuterò se ci sono le condizioni per proseguire. In caso contrario – ha spiegato Diplomatico – andrò fino in fondo. Dispiace che interessi personali alla fine prevalgano su quelli dei cittadini. La situazione gravissima in cui si trova il paese sia da un punto di vista sanitario che economico in conseguenza della diffusione dell’epidemia Covid-19 richiederebbe unità e dialogo tra tutte le forze politiche presenti all’interno del consiglio comunale – ci ha tenuto a precisare -. Unità e dialogo che, tuttavia, in questo momento mancano. Sono stato in prima linea, come medico e come Sindaco, durante tutta la prima fase della diffusione dell’epidemia, svolgendo le mie funzioni con la dedizione, l’onestà e lo spirito di servizio di sempre e decidere di lasciare la guida della città in un momento così tragico è stata una scelta molto difficile da prendere».

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