Covid, l’allarme di Galli: «Senza ‘mantenimento’ ci sarà la terza ondata»

Redazione,  

Covid, l’allarme di Galli: «Senza ‘mantenimento’ ci sarà la terza ondata»

“Ci si preoccupa delle prossime feste, ma ora abbiamo il dovere di analizzare cosa succederà a Pasqua se questa seconda ondata non verrà soppressa come si deve. Altrimenti è come fare le diete molto concentrate e poi ci si arrabbia se dopo si ingrassa un chilo alla settimana. O si riesce a trovare un mantenimento, almeno fino a quando non arriverà il vaccino, o la terza ondata è scontata”. A dirlo è Massimo Galli, direttore delle Malattie Infettive dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, durante il convegno “Covid Geo: Comunità sicure. Scienza e tecnologia per ripartire in sicurezza e per sempre”.

 Iss: Rt 1,18. Tra 1-1,25 in maggioranza Regioni

L’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,18. Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane; da questa settimana in alcune Regioni/PA il valore di Rt stimato è inferiore a 1. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

Ricciardi: il vaccino Covid come la cavalleria, ma da solo non basta

Il vaccino è come ‘la cavalleria nei film western’, ma non può essere l’unica arma per sconfiggere la pandemia. Lo ha affermato Walter Ricciardi, direttore scientifico di Ics Maugeri

Questa è una guerra, però le guerre vengono vinte dalla fanteria, dalla marina, dall’aviazione, da più corpi combinati. La cavalleria è quella che arriva quando siamo accerchiati e risolve tutto, ma noi abbiamo diverse armi, a partire dalla prevenzione. Il vaccino è importante ma non risoverà tutti i problemi l’anno prossimo”, ha detto riferendosi al paragone fatto alcuni giorni fa da Antony Fauci. La pandemia, ha spiegato Ricciardi, sarà finita quando nessun paese avrà casi per 40 giorni di seguito. “Io non so quando ci sarà questa fine, anche vista la possibilità che ci sarà all’inizio di avere poche dosi del vaccino. Benissimo la cavalleria, anche se questi squilli di tromba che sentiamo in questi giorni vanno confermati dai dati, ma sarà solo una parte del problema, dovremo essere saggi nelle riaperture, dovremo essere saggi nei comportamenti, dovremo cambiare le abitudini di vita, e questo nel cervello umano fa fatica ad avvenire”.

Ci sono stati pochi paesi che hanno affrontato bene la pandemia, e sono quelli colpiti dalla Sars nel 2002-2003, precisa Ricciardi. “Quella lezione l’hanno appresa benissimo – spiega -, erano già pronti, sapevano che dovevano avere una catena di comando unica, fare un sistema di tracciamento, anche con l’aiuto della tecnologia. Altri paesi hanno agito bene, Australia, Nuova Zelanda. Questo non è successo in Europa, non è successo in America, dobbiamo guardare a questi paesi ma le lezioni non le impariamo. Quello che vedo sono presidenti di regione che vedono un rallentamento della crescita e vogliono già riaprire tutto”.

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