Commercio al collasso, sconti per salvare Natale. Sos da Pompei: «Fare shopping sotto casa conviene»

Salvatore Piro,  

Commercio al collasso, sconti per salvare Natale. Sos da Pompei: «Fare shopping sotto casa conviene»

“Il lockdown ha penalizzato soprattutto i nostri piccoli, ma storici negozi di abbigliamento. Il governo ha preferito i market cinesi: bazar che in pratica vendono ogni cosa, dalle lampadine ai vestiti per bambini, e che ora possono restare aperti. Per non parlare di altre attività, penso agli autolavaggio, che di sicuro non forniscono dei beni di prima necessità alla popolazione”.

E’ la denuncia del presidente Confcommercio Pompei, Gino Longobardi. Il numero uno della locale Ascom, qui, nella città degli Scavi, gestisce un’antica boutique di moda: il fiore all’occhiello del made in Italy ormai però finito al centro di una crisi drammatica per effetto del Covid-19. “I grandi brand sono alimentati da una rete di aziende specializzate. Con questa pandemia rischiamo di perdere pezzi di una filiera di artigiani con competenze straordinarie” prosegue Longobardi. Così come gli altri operatori del settore, il presidente della Confcommercio pompeiana sta pagando lo scotto di una chiusura imposta per decreto. “Il nostro governo” attacca Longobardi “ha preferito che i bazar cinesi rimanessero aperti al posto nostro”. Molte aziende italiane coinvolte nella filiera della moda adesso rischiano di non arrivare al 31 dicembre. “Circa 17 mila negozi in Italia rischiano di non riaprire, lasciando a casa 35mila persone” è la stima di Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Confcommercio. Nel 2020, si prevede infatti un calo di consumi di 15 miliardi di euro e una riduzione dei ricavi del 50% rispetto all’anno precedente. Intanto, il settore soffre. L’industria della moda globale, nel 2020, rischierebbe una contrazione del 27-30%. Le cifre, insomma, fanno tremare i polsi. «Il bisogno di liquidità spingerà molti imprenditori a fare svendite» secondo FederModa Confcommercio «i 400 miliardi del governo sono un prestito, cioè un debito che metti sull’azienda. Chiediamo contributi a fondo perduto, soprattutto per le piccole imprese, oltre a una moratoria contributiva». Richieste fatte proprie da Longobardi. Il presidente di Confcommercio Pompei – a livello locale e in collaborazione con il Coordinamento Ascom Pompei-Stabia-Penisola Sorrentina – sta per questo motivo pensando a una campagna di sensibilizzazione, da diffondere pure via Social e attraverso un apposito canale web, www.localshopping.store, che in vista del Natale spinga i cittadini a regali e “acquisti di prossimità. Un commercio di vicinato, che prediliga i piccoli negozi italiani” spiega. L’iniziativa per provare a risollevare sia i consumi, che il made in Italy, è già finita al centro di una videoconferenza svoltasi in streaming tra i presidenti delle varie sezioni Ascom che afferiscono alla Confcommercio di Napoli e della Campania. “Cercheremo di veicolare un messaggio” conclude Longobardi “fare shopping sotto casa conviene”. Allo studio di Confcommercio, la realizzazione di un video promozionale dell’iniziativa e la stampa di locandine con promesse di sconti (forse fino a un massimo del 20%, ndr) da affiggere all’esterno dei negozi. Tutto, ovviamente, sperando il 3 dicembre in una riapertura. Già pronto, infine, lo slogan: “Tieni accese le luci della Tua Città. Acquista nei negozi di vicinato”.

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