Covid, 8 morti nella sub-intensiva al San Leonardo di Castellammare

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Covid, 8 morti nella sub-intensiva al San Leonardo di Castellammare

Mentre si discute di riaperture, festività da trascorrere per strada, shopping ed altro, negli ospedali dell’Asl Napoli 3 Sud si continua a morire. Al San Leonardo di Castellammare di Stabia, una struttura sanitaria che è ormai quasi per la metà un ospedale Covid, sale l’allarme. Negli ultimi due giorni, infatti, sono decedute ben otto persone che si trovavano ricoverate nel reparto di sub-intensiva. Una recrudescenza che si può spiegare sicuramente con una forza sempre più aggressiva del Covid che sta colpendo senza scampo soprattutto i pazienti anziani. Tra gli otto deceduti nella struttura di viale Europa a Castellammare, vi sono molti anziani che abitavano nell’area tra Castellammare, Pompei e diversi paesini dei monti Lattari. Ricoverato da un mese nel reparto subintensivo dell’ospedale stabiese c’era anche un ex infermiere, che solo e lontano dai familiari aveva appena compiuto 72 anni. Un esperto della corsia che, forse proprio per questo, aveva rifiutato di farsi intubare perché per lui sarebbe stato l’anticamera della morte. Provato da un ricovero di oltre 30 giorni, l’uomo molto conosciuto a Lettere è deceduto nella tarda sera di domenica. «Ancora di domenica, le nostre maledette domeniche ormai», a rimarcare la strana casualità è il sindaco di Lettere Nino Giordano, che ha atteso un giorno prima di annunciare il decesso dell’ex operatore sanitario. Un primo cittadino provato ha cercato di ricordare anche il coraggio del settantaduenne che, nonostante in pensione, era sempre pronto ad aiutare i suoi concittadini. A chi gli chiedeva di non uscire, così come aveva fatto anche il sindaco di Lettere, l’infermiere rispondeva sempre: «Nino se le persone mi chiamano, significa che hanno bisogno di me ed io devo andare, non posso lasciarli soli». Ucciso dal coronavirus anche un 67enne di Pimonte che era stato ricoverato due giorni fa presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Le condizioni dell’uomo si sono aggravate fino al decesso, avvenuto ieri mattina. Contagiata dal virus in forma grave anche un’anziana di Agerola che è morta, dopo un lungo ricovero in terapia subintensiva, presso la struttura sanitaria stabiese. Tra le persone decedute anche un anziano di Pompei e uno di Castellammare. Un momento particolarmente difficile per la struttura sanitaria dove, la scorsa settimana, si è anche dimessa la direttrice che in una lettera inviata al Direttore Generale dell’Asl ha apertamente parlato di “incompatibilità ambientale”. Caos nel caos in un momento terribile in cui la pandemia continua a fare morti. E i sindacati alzano la voce denunciando la situazione in cui versa il nosocomio stabiese. Ieri, poi, anche un altro momento di tensione. Un’infermiera è stata aggredita da un collega all’interno dell’ospedale. Una vicenda che ha  fatto scattare subito la denuncia e la richiesta di un provvedimento disiciplinare. L’infermiera, seguendo la prassi, avrebbe detto “no” al ricovero di un bambino con problemi. Sarebbe scattata così la reazione di un altro collega. Una lite sulla quale ora il primario del pronto soccorso del San Leonardo, Pietro Di Cicco, ha chiesto di acquisire le immagini della videosorveglianza e di procedere nei confronti del dipendente “per il grave comportamento”.

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