Pompei. Maxi-bando rifiuti, il Comune vince la causa: «Appalto regolare»

Salvatore Piro,  

Pompei. Maxi-bando rifiuti, il Comune vince la causa: «Appalto regolare»

Maxi-bando rifiuti, il Comune vince la causa in tribunale. I giudici: “L’appalto, a Pompei, fu regolare”. Ribaltato dunque il verdetto di primo grado emesso dal Tar lo scorso 7 gennaio: una sentenza che, in città, aveva fatto scalpore, aprendo una lunga querelle giudiziaria, oltre che un sequela di “veleni” politici, sul maxi-appalto da oltre 37 milioni di euro che nell’agosto del 2019 aveva assegnato all’azienda con sede a Padova “Win Ecology” Srl la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e del mantenimento del decoro e della fruibilità delle strade e delle aree pubbliche per i prossimi 7 anni. L’aggiudicazione dell’affare aveva scatenato subito, e inevitabilmente, una pioggia di ricorsi. A trascinare in aula sia il Comune di Pompei che la ditta aggiudicataria del bando era stata, soprattutto, la Ecoce Srl di Giugliano, risultata seconda in graduatoria. La ditta ricorrente, in primo grado, aveva vinto la causa, contestando dinanzi ai giudici del Tar tutti gli atti di gara, compresa l’aggiudicazione. Due, in particolare, i profili di presunta illegittimità dell’esito del bando milionario, contestati dalla “Ecoce”. Il primo: “L’offerta dell’aggiudicataria avrebbe dovuto essere esclusa per inidoneità della cauzione provvisoria, costituita da fideiussione emessa da un intermediario straniero (la “Cigpannonia”, con sede a Budapest) non iscritta all’albo del Testo Unico delle Leggi Bancarie”. Il secondo, questo sì, davvero decisivo, ma ora respinto in toto dalla sentenza del Consiglio di Stato che, in buona sostanza, ha ribaltato il verdetto del Tar, giudicando invece legittimo l’operato del Comune e la vittoria da 37 milioni di euro consegnata alla “Win Ecology”. “E’ nullo” contestava ancora la Ecoce Srl “il contratto di ‘avvalimento’ stipulato dalla Win Ecology con una sua Ati ausiliaria”. Il chiacchierato contratto di “avvalimento”, in soldoni, prevede che la Win Ecology richieda un aiuto in termini di uomini – 25 unità lavorative – a un’associazione temporanea d’impresa. E tutto per far fronte al grosso impegno di mezzi richiesto dal maxi-appalto per Pompei. Il 7 gennaio, il Tar aveva dato ragione alla Ecoce, scatenando poi le polemiche dell’opposizione in consiglio comunale. In particolare Alberto Robetti, il consigliere della minoranza guidata dall’avvocato Di Casola, aveva presentato una richiesta di accesso agli atti del Comune, chiedendo “chiarezza” sull’affare rifiuti: “Su questo bando vogliamo vederci chiaro, non siamo i soli ad aver chiesto l’accesso agli atti dell’appalto” aveva infatti tuonato Robetti. La querelle politico-giudiziaria si è ora conclusa. A porre fine alle polemiche sono stati i giudici della IV Sezione del Consiglio di Stato, che hanno accolto il ricorso in appello presentato dal Comune. “Bando e aggiudicazione regolare. L’avvalimento sottoscritto dalla Win Ecology soddisfaceva i requisiti della gara”.

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