Crisi e Covid: 200.000 euro alle imprese al collasso di Poggiomarino

Andrea Ripa,  

Crisi e Covid: 200.000 euro alle imprese al collasso di Poggiomarino

Il silenzio delle strade e le saracinesche abbassate dei negozi nei mesi difficili del lockdown totale durante la prima ondata di contagi hanno ridotto sul lastrico migliaia di commercianti, a Poggiomarino come nel resto d’Italia. Alcuni di questi non si sono più rialzati, altri, invece, ancora oggi devono fare i conti con gli incassi al minimo, le restrizioni imposte dai decreti che ogni mese cambiano e i continui adeguamenti per garantire la sicurezza ai pochi clienti che varcano i negozi. Gli aiuti promessi dal Governo sono stati stanziati, poca roba a dir la verità rispetto alle ingenti perdite. Ecco perché a Poggiomarino, come già capitato in altri comuni dell’hinterland vesuviano, l’amministrazione comunale ha deciso di stanziare ulteriori fondi: un ristoro da riconoscere a chi è stato danneggiato dalla crisi economica che si intreccia a doppio filo con l’emergenza sanitaria per il Covid. Un tesoretto di duecentomila euro è stato stanziato dall’Ente di piazza De Marinis, servirà a supportare – seppur minimamente – le spese per i commercianti. Una misura che arriva nei giorni in cui gli imprenditori devono fare anche i conti con le bollette da pagare – ultima, ma solo in ordine di tempo, quella della Tari – oltre alle tante spese connesse per mandare avanti la propria attività. Un bonus di 500 euro per provare a dare un lieve sollievo ai negozi al collasso. L’iniziativa, fortemente voluta dal sindaco, Maurizio Falanga, è stata oggetto di studio da parte dei funzionari nelle scorse settimane. Il 31 dicembre poi l’atto è stato approvato. «Si tratta di un sostegno concreto alle attività commerciali del territorio colpite dalla pandemia. – le parole del primo cittadino che all’ultimo dell’anno ha approvato il piano – Il modo migliore per chiudere un anno e iniziarne uno nuovo». Secondo quanto stabilito dal Comune il tesoretto di duecento mila euro è destinato alle attività commerciali al dettaglio in sede fissa non alimentare nell’ambito degli esercizi di vicinato (con superficie di vendita inferiore a 250 metri quadrati). Rientrano nell’elenco dei negozi che possono ricevere aiuti da parte del Comune le attività di ristorazione senza o con somministrazione di bevande e alimenti, le attività di servizi alla persona. Soldi sono destinati anche alle attività per il commercio ambulante su suolo pubblico alimentare e non, il cui titolare di licenza sia residente a Poggiomarino. Allo stesso tempo l’Ente ha fatto sapere che «non possono in ogni caso godere del bonus i soggetti che non siano in regola con i versamenti dei tributi comunali nel periodo antecedente l’emergenza Covid-19 o, in alternativa, che abbiano sottoscritto alla data della presentazione della domanda un piano di rientro delle partite pendenti con il competente Ufficio Tributi». Una mano tesa a centinaia di attività commerciali che da mesi stanno lottando contro due mostri: la crisi economica e l’emergenza sanitaria.

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