Il salasso rifiuti a Terzigno, impennata delle tariffe Tari: mezzo milione in più

Andrea Ripa,  

Il salasso rifiuti a Terzigno, impennata delle tariffe Tari: mezzo milione in più

Non c’è solo il tourbillon di trattative per le deleghe agli assessori a tenere alta la tensione negli uffici al secondo piano del municipio di via Gionti. Nel mare in tempesta in cui s’è ritrovata la neonata amministrazione Ranieri, da tre mesi al centri di continue discussioni sulla composizione della nuova giunta comunale, sono finite anche decine di atti improcrastinabili che hanno costretto la squadra di governo – seppur senza essere al completo – a decisioni importanti. Tra queste l’approvazione del nuovo piano economico finanziario relativo alla Tari con il consiglio comunale che nei giorni scorsi ha varato un atto per l’aumento dei costi del servizio Nu di oltre mezzo milione. Per le forze di opposizione un «salasso» che i cittadini dovranno sostenere sulle prossime bollette, a partire dalla quarta rata della tassa della spazzatura in arrivo, per i consiglieri vicini al primo cittadino si tratta di un «atto obbligato» che prevede «rincari gestibili». I due lati di una medaglia, o meglio di un sacchetto della spazzatura. Che dal 31 dicembre scorso avrà un peso differente sulle spalle dei residenti di Terzigno. Nonostante le rassicurazioni del neo-assessore Sabrina Castaldo – a oggi l’unica quota rosa, scelta dal gruppo di Fratelli d’Italia – che ha parlato di «elevato numero di evasori della tassa, di imminente apertura dell’isola ecologica e di costi sostenibili che saranno ammortizzati dalle entrate previste dal Consorzio imballaggi (Conai, ndr)», all’opposizione c’è chi urla all’ennesimo «regalo» fatto ai cittadini. Da Aquino a Nappo, la carovana degli sconfitti alle urne, ha bollato come «rincaro a danno dei cittadini» il nuovo piano finanziario. «Un regalo di fine anno che si tradurrà in un aumento della tassa», le parole del leader della minoranza già nel corso dell’ultimo consiglio comunale. A cui, evidentemente, non sono bastate le spiegazioni «più tecniche» arrivate dai consiglieri Tina Ambrosio e Genny Falciano, a difesa di un atto passato nell’ultimo giorno utile. Tralasciando le questioni legate alla convocazione del consiglio comunale, finito al centro di polemiche e accuse nei confronti del capo dell’assise (convocazione, annullamento e nuova convocazione di seduta in 24 ore tra il 30 e il 31 dicembre, ndr), il nuovo piano economico finanziario segna un aumento per la rideterminazione delle tariffe di 530mila euro. E questo è un dato incontrovertibile. Tuttavia nella maggioranza Ranieri il bicchiere resta mezzo pieno. «Se aumenti ci saranno in bolletta, si stimano tra i 15 e i 20 euro a famiglia. Credo sia un costo sostenibile, alla luce degli sforzi fatti per il miglioramento della raccolta differenziata e di un capitolato d’appalto che garantisce maggiori servizi a un prezzo più basso rispetto al passato. Gli aumenti sono legati a fattori che non dipendono dal Comune». Una tesi ripresa anche dalla collega Ambrosio: «Aumento dei costi dell’indifferenziata, aumento di costi per lo smaltimento dell’organico. A fronte di un contenimento dei costi di gestione che è notevole».

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