Torre Annunziata, mazzette e nuovi veleni: la polveriere dell’ufficio tecnico

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, mazzette e nuovi veleni: la polveriere dell’ufficio tecnico

Torre Annunziata. “Il sindaco Ascione e la sua maggioranza non resisteranno a lungo, restano aggrappati a un Pd falcidiato dalle guerre intestine e influenzato dalle ambizioni di potere. Certo, il buon senso vorrebbe che il primo cittadino si dimettesse”. L’opposizione non molla e continua a pretendere le dimissioni del sindaco che però resta incollato alla sua poltrona traballante. Il patto con gli ex amministratori Starita e Ricciardi (fino a poche settimane fa sulla sponda dei contestatori) spinge Ascione a procedere verso nuove alleanze, che nasceranno sulla base di accordi di potere e nulla più. Il sindaco è pronto ad accontentare chi resta alla sua corte in cambio della garanzia di sostegno in vista del suo secondo mandato. Perché adesso gli interessa solo quello. E così, nonostante il ciclone che si è abbattuto in queste settimane sul Comune, dopo l’arresto dell’ingegnere Nunzio Ariano, il sindaco continua a volere governare. Come se nulla fosse accaduto. Nonostante l’azzeramento della giunta, le dimissioni del presidente del consiglio comunale, Rocco Manzo, e nonostante i continui blitz dei finanzieri che continuano ad acquisire atti e documentazione a testimonianza che l’inchiesta sulla corruzione è tutt’altro che chiusa. Intanto, al primo piano del Comune, dove sono collocati gli uffici del dipartimento dei lavori pubblici e urbanistica, c’è una guerra tra dipendenti dopo che è spuntato il nome del dipendente che ha raccontato il sistema Ariano alla Finanza, consentendo di smascherare gli affari illeciti. Resta ancora vacante il posto di dirigente e dopo le indiscrezioni che davano per certa la nomina di Alfonso Donadio, attualmente alla guida dell’Utc di Sorrento, sembra di nuovo tutto fermo al palo. Il Comune di Sorrento non sembra intenzionato a lasciare Donadio part time al Comune di Torre Annunziata e il Pd spinge per nominare un tecnico. Attualmente l’ufficio è retto da due dirigenti supplenti prestati al dipartimento: la dottoressa Maria Rosaria Quartuccio e l’ingegnere Luigi Gaglione. Altra grana da risolvere è quella della giunta: i vertici napoletani del Pd, che stanno consigliando Ascione passo passo, puntano su Lorenzo Diana, icona dell’anticamorra, e Stefania Caiazzo: due nomi di spessori che sarebbero catapultati da Caserta a Torre Annunziata, ma c’è invece chi vuole assessori locali. E allora, nonostante Ascione avesse promesso di presentare l’esecutivo nel prossimo consiglio comunale, resta tutto immobilizzato tra ricatti e pretese. C’è poi un altro aspetto con il quale Ascione dovrebbe fare i conti ma finge di non vedere né sentire: l’ipotesi che in Comune possa piombare la commissione d’accesso. In Prefettura c’è un dossier dettagliato sulla vicenda Ariano e sono stati segnalati altri aspetti amministrativi che minano la permanenza del sindaco a palazzo. Una relazione potrebbe essere inviata la prossima settimana al Ministero degli Interni e allora per Torre Annunziata si potrebbe aprire di nuovo la poco edificante stagione di una indagine su atti e delibere. Come già accaduto durante la gestione di Giosuè Starita.

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