Gang dei furti in casa: condannato il basista della banda

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Gang dei furti in casa: condannato il basista della banda

Boscoreale. E’ arrivata la condanna definitiva per Raffaele Coppola, uno degli uomini della gan dei furti che venne sgominata qualche anno fa. Tre anni e sette mesi per l’uomo che era ritenuto una delle menti della banda che mise a soqquadro la provincia di Napoli qualche anno fa. Furono ben 16 le misure cautelari emesse dal Gip della Procura di Torre Annunziata nel 2018. Sedici di queste vennero confermare dal tribunale del riesame nell’ambito dell’inchiesta sui furti in appartamento. L’accusa per i componenti dell’organizzazione era, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al furto, alla ricettazione e al riciclaggio. Venne confermato, dunque, l’impianto accusatorio fondato sull’attività investigativa effettuata dai carabinieri di Boscoreale, agli ordini del maresciallo Massimo Serra. La dodicesima sezione penale del tribunale delle libertà di Napoli in merito alla richiesta di riesame relativa all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, confermò la bontà e l’efficacia dell’indagine. Nonostante ci siano state alcune variazioni della misura cautelare, il Riesame ha confermato tutte le accuse, senza se e senza ma. Furono sette le custodie cautelari in carcere, tra cui Mario Falanga, lo “zio”, ritenuto il capo dell’organizzazione criminale che aveva seminato il terrore. A fargli compagnia, Carmine Carbone, Ferdinando Paduano, Aniello Panariello, Vasile Marcu, Nicola Mutuliga e Raffaele Coppoal. Per quest’ultimo, dunque, è arrivata anche la condanna definitiva. Il tribunale del riesame rimodulò le misure cautelari per altri sette imputati. Per Sorin Constantinica e Giovanna Fusco gli arresti domiciliari, Gabriel Trifan divieto di dimora nella provincia di Napoli. A Maddalena Falanga, Giuseppe Chierchia e Bruno Falanga l’obbligo di firma e per Giuseppe Cervero, che insieme agli altri imputati aveva chiesto la scarcerazione, il giudice dispose gli arresti domiciliari con l’obbligo di indossare il braccialetto. Le uniche due misure annullate, con l’immediata scarcerazione, furono quelle per Ciro Sorrentino e Antonio D’Angelo. L’aggravamento Già in carcere, Paduano venne raggiunto da una nuova ordinanza per reati commessi durante la misura alternativa di cui aveva beneficiato. Stessa sorte per Carbone che si è visto notificare una nuova ordinanza di arresto che spegne, almeno per ora, la speranza di trascorrere il Natale fuori. Anche per Cervero, che era riuscito ad evitare la galera ottenendo i domiciliari, arrivò una nuova misura di aggravamento. Il riesame in pratica vagliò le istanze di ogni singolo imputato e, come detto, confermò l’impianto accusatorio per quattordici di loro su sedici arrestati. Si tratta di un’inchiesta partita dall’attività investigativa condotta dai carabinieri di Boscoreale, agli ordini del Maresciallo Massimo Serra, e che ha portato a formulare l’accusa nei confronti della presunta gang ad aver partecipato, a vario titolo, ad un’associazione per delinquere finalizzata al furto, alla ricettazione e al riciclaggio.

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