Il Deputato Topo, Pd: “Non potevamo ignorare Mattarella”

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Il Deputato Topo, Pd: “Non potevamo ignorare Mattarella”

Il Pd sta giocando una partita decisiva in questa crisi di governo. Raffaele Topo, deputato e uomo forte del Pd in Campania, affronta i nodi del nuovo esecutivo.

Onorevole Topo, eravate con Conte. Poi avete scelto di sostenere Draghi. Responsabilità o convenienza?

«Il Pd ha difeso con forza l’esperienza precedente che ha mantenuto il Paese in Europa, ha dettato una linea chiara. Per me è un merito averlo fatto con coerenza. Dopo di che, di fronte all’appello di Mattarella, non potevamo non rispondere positivamente. Abbiamo una democrazia interna, ma il segretario è stato immediato con le motivazioni giuste per accompagnare tutto il Pd verso la scelta di sostenere Draghi».

E’ stata però anche l’occasione per ribadire un’alleanza politica con Cinque Stelle e LeU?

«L’alleanza è servita a collocare il nostro paese stabilmente in Europa. Abbiamo votato il presidente della commissione e abbiamo valorizzato il ruolo dell’Italia. Poi la pandemia ha cambiato tutto e la scelta dell’Europa di finanziare l’Italia con una consistente quota del Recovery fund è, secondo noi, la conseguenza di una giusta collocazione. L’alleanza proviamo a preservarla sapendo che non ci fermiamo qua. Allarghiamo la base politica e parlamentare riconoscendo al premier uscente, Giuseppe Conte, di aver mostrato serietà in un momento difficile dal punto di vista personale con una prova di alto senso di responsabilità».

Sarà secondo lei un Governo tecnico o politico?

«Il Pd ha approvato all’unanimità la relazione del segretario e ci affidiamo alla responsabilità del Presidente incaricato per la definizione dell’agenda e della compagine. Questo è il momento in cui tutti dobbiamo raccogliere l’appello del Capo dello Stato. Draghi è interprete della scelta europeista in cui dobbiamo vivere il futuro. Ci affidiamo a una delle più grandi personalità di cui dispone il nostro paese, noi daremo il nostro contributo».

Il Mezzogiorno trova grande spazio nelle parole di Draghi.

«Il tema del Mezzogiorno è un tema europeo e non solo nazionale. Non la viviamo come una rivendicazione di un pezzo della comunità nazionale. Riguarda l’Europa tutta, perché l’Italia cresce se il Sud dà il suo contributo. Questa consapevolezza ci aiuterà ad affrontare questo tema che è stato solo una bandiera per molti anni e oggi diventa argomento di governo vero».

Con Renzi partita chiusa?

«Penso che il Pd abbia dato prova in questi anni di serietà e responsabilità. Noi, se facciamo un accordo lo manteniamo. Magari abbiamo tanti difetti ma questo no. Perciò chiediamo agli alleati di seguire le stesse regole. Recovery Plan, Piano vaccinale, riforme, sostegno alle aziende e lavoro: sono le sfide importanti da affrontare per questo governo. Facciamo le persone serie e mettiamo l’interesse del Paese prima degli interessi della nostra parte politica».

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