Abbattuto l’ex macello comunale di San Giuseppe Vesuviano, arriva la protezione civile

Andrea Ripa,  

Abbattuto l’ex macello comunale di San Giuseppe Vesuviano, arriva la protezione civile

Eppur si muove. A quasi tre anni dall’ammissione a finanziamento del Comune di San Giuseppe Vesuviano, che ha ottenuto mezzo milione di euro dalla Regione Campania, sull’ex macello comunale, destinato a diventare la nuova sede della protezione civile comunale, qualcosa è stato fatto. Niente posa della prima pietra, anzi sono state le procedure per provare a cancellare il mattatoio – ormai in disuso da oltre trent’anni – per far spazio alla nuova area. Ieri mattina l’arrivo delle ruspe nella zona di via Ungaretti e via Umberto Saba, hanno varcato l’ingresso dell’ex macello e hanno cominciato a buttare giù un edificio abbandonato al tempo e all’incuria da anni, diventato simbolo del degrado e oggetto di sversamenti selvaggi di rifiuti, poco lontano dal polo della Misericordia che per anni ha offerto il servizio del pronto soccorso in città. L’abbattimento dell’ex macello comunale partito ieri mattina è stato favorevolmente accolto dal primo cittadino, il leghista Vincenzo Catapano, che a lungo s’è speso per trasferire lì i locali della protezione civile comunale. «Questo risultato, frutto di lavoro attento e di meticolosa programmazione, che ci consente di proseguire nel profondo ammodernamento della nostra città. Per amministrare bene non esistono bacchette magiche, esiste solo la serietà del lavoro di ogni giorno, che matura e produce», ha fatto sapere. Dimenticando forse che negli ultimi tre anni, dall’inserimento del Comune nella graduatoria degli enti beneficiari all’inizio dei lavori, poco o nulla era stato fatto. Al posto dell’ex macello, come detto, arriverà la protezione civile. I lavori riguarderanno non solo l’abbattimento delle opere fatiscenti, ma un ampio restyling con anche interventi a cancellare ogni rischio legato a fenomeni di pericolo a carattere sismico. E pensare che circa vent’anni fa quell’area era pronta per essere adibita a museo, con l’ex sindaco Antonio Agostino Ambrosio che aveva “tentato” di scippare alla Regione il progetto che poi è stato assegnato e realizzato – sempre con molti anni di ritardi – nell’ex mattatoio di Terzigno (oggi museo Matt). Per il sindaco Catapano, invece, quell’area doveva diventare il polo delle emergenze. E così sarà. Con buona pace di chi aveva presentato proposte per chiedere la trasformazione del macello comunale in un presidio sanitario, che a oggi manca sul territorio comunale, o un polo per i ragazzi. Le battaglie portate avanti nel corso degli anni dal consigliere Antonio Borriello, vicino al Pd ed esponente del Collettivo Vocenueva, sono cadute nel vuoto. «Quella struttura potrebbe essere utilizzata per creare un polo per i giovani del territorio», le parole dell’assicuratore con la passione per la politica che esprimeva dubbi sulla bontà dell’opera. Parole che non hanno fatto breccia nel muro leghista della maggioranza, che è andata avanti per conto proprio e ieri ha potuto finalmente osservare da vicino l’inizio dei lavori tanto atteso.

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