Torre del Greco, salasso da 52.000 euro al Comune per i «premi di risultato» ai colletti bianchi

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, salasso da 52.000 euro al Comune per i «premi di risultato» ai colletti bianchi
Il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco, via al valzer dei dirigenti comunale. Ma la «signora dei rifiuti» resta intoccabile

Torre del Greco. Sono croce e delizia di ogni amministrazione comunale, l’ago della bilancia di tutti i progetti partoriti dai politici di palazzo Baronale. In pratica, orientano i risultati del sindaco di turno e di un’intera città: deludenti, a guardare gli ultimi sei anni all’ombra del Vesuvio. Eppure, l’ente di largo Plebiscito ora dovrà pagare – accanto agli stipendi variabili tra gli 80.000 euro e i 110.000 euro l’anno – la bellezza di 52.853,51 euro di bonus-extra ai «colletti bianchi» del Municipio. Sono destinati a fare discutere i decreti con cui Giovanni Palomba ha riconosciuto a cinque dirigenti e funzionari – due in carica e tre in pensione – somme variabili tra gli 8.812 euro e gli 11.749,67 euro per i «risultati delle prestazioni relative all’anno 2016».

Il braccio di ferro

Il ritardo dei provvedimenti firmati dal leader della carovana del buongoverno non è casuale: la vicenda dei premi d’oro riconosciuti ai colletti bianchi del Comune in passato era già finita sotto i riflettori della Corte dei Conti di Napoli, con i politici dell’epoca costretti a mettere mano al portafogli per ripagare i danni erariali. Di qui, l’obbligatoria premessa con cui viene autorizzato il nuovo salasso delle casse pubbliche: «Il sottoscritto si è insediato il 26 giugno del 2018 – si legge in tutti i decreti firmati da Giovanni Palomba – per cui, in merito alla procedura relativa all’anno 2016, non rivestendo la carica di sindaco non potrà che attenersi agli atti prodotti e presentati dagli organi deputati». Una formula «pilatesca» per scongiurare eventuali rischi futuri e per giustificare la decisione di assecondare le schede dei dirigenti per l’anno 2016 – approvate con verbali del 14 giugno e 20 luglio 2018 – trasmesse dai componenti dell’organismo unico di valutazione: una decisione maturata sulla scorta del pressing esercitato – attraverso diffide e messe in mora notificate nel 2020 – proprio dai destinatari dei premi d’oro per i «risultati» ottenuti alla guida dei rispettivi settori.

Il salasso per il Comune

A portare a casa un vero e proprio tesoretto sono stati, in primis, Massimiliano Palumbo e Luisa Sorrentino: il dirigente del settore economico-finanziario e la sergente di ferro fresca di benservito dal settore anagrafe si sono visti liquidare la bellezza di 11.749,67 euro al lordo delle ritenute di legge. Stessa cifra è stata riconosciuta poi all’architetto Michele Sannino, in passato alla guida del settore urbanistica. Meno «corpose» le indennità di risultato riconosciute agli altri due funzionari andati in pensione tra il 2016 e il 2020: sia a Domenico Borriello – ex mago del bilancio – sia all’ingegnere Giovanni Mennella sono andati 8.812,50 euro al lordo delle ritenute di legge. Niente male, con buona pace delle critiche per i risultati flop degli ultimi sei anni.

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