Sorrento. Falso sulla pratica edile, scagionati due dirigenti comunali

Salvatore Dare,  

Sorrento. Falso sulla pratica edile, scagionati due dirigenti comunali

Erano finiti sott’inchiesta per un progetto che prevedeva un cambio di destinazione d’uso di un immobile in località Capo che da deposito sarebbe dovuto divenire una struttura ricettiva. Ma dopo aver sostenuto degli interrogatori sono stati scagionati. Archiviazione per l’ex dirigente comunale Antonino Giammarino e l’architetto comunale Daniele De Stefano. Sul loro capo pendeva l’ipotesi di falso. Nei giorni scorsi, il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata Mariaconcetta Criscuolo ha accolto la richiesta di archiviazione del sostituto procuratore di Torre Annunziata Giuliana Moccia. Restano altri cinque indagati: sono il proprietario dell’immobile Massimiliano Romano, il conduttore della struttura Achille Martorano, i due direttori dei lavori Mario Vinaccia e Luigi Gargiulo (attuale consigliere comunale) e il legale rappresentante dell’impresa esecutrice degli interventi Giovanni Aprea. Le indagini si riferiscono al procedimento condotto da proprietario, tecnici, impresa e funzionari che parte dall’esame della richiesta di permesso sino all’esecuzione dei lavori tra aprile 2016 e agosto 2017. Il pubblico ministero Moccia, già nell’avviso di chiusura delle indagini, sostiene che in modo non corretto venne attestato che l’immobile avesse in origine destinazione residenziale e che i lavori risultavano conformi alla normativa in quanto consistenti nel ripristino della destinazione d’uso originaria: a corredo dell’istanza, venne protocollato pure un estratto di compravendita del 1980. Sostanzialmente, per il pm, è mendace la parte in cui si definisce l’immobile oggetto di compravendita “abitazione”: per affermarlo, il pm menziona il fatto che è stato acquisito l’atto originale in cui l’immobile è definito “deposito”. Giammarino – difeso dall’avvocato Sergio De Simone – all’epoca guidava il dipartimento comunale con un incarico ad interim. Il pm sottolinea che Giammarino «si limita ad effettuare un controllo soltanto formale in relazione agli atti che vengono portati alla sua attenzione rimettendosi per il contenuto alla valutazione del rup». Per De Stefano, difeso dall’avvocato Mauro Amendola, la Procura non può escludere che «sia stato tratto in inganno dalla falsa documentazione presentata dai richiedenti nonché dalla circostanza dedotta in sede di interrogatorio secondo cui anche altri immobili aventi le medesime caratteristiche di quello oggetto di indagine avevano destinazione abitativa». La Procura contesta pure il fatto che i lavori per il frazionamento di due unità abitative con mutamento della destinazione d’uso, da residenziale a uso turistico-ricettivo, a seguito di una Scia in variante al permesso, risultavano non realizzabili in quanto l’immobile ricade in zona E, area agricolo ambientale, del Puc di Sorrento, ed in zona territoriale 1b del Put, dove sono consentiti solo interventi di manutenzione. Per gli altri cinque indagati prosegue l’inchiesta con il rischio di una citazione a giudizio.

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