Altri 7 milioni di dosi Pfizer all’Italia, la campagna vaccinale prosegue

Redazione,  

Altri 7 milioni di dosi Pfizer all’Italia, la campagna vaccinale prosegue

Dati alla mano, la campagna vaccinale anti-Covid in Italia e in Europa potrà continuare come previsto, nonostante l’ennesimo colpo di scena della sospensione di Johnson&Johnson negli Usa. La fornitura aggiuntiva di Pfizer-Biontech, che si conferma il vaccino-pilastro con quasi il 60% del totale e per l’Italia invierà 7 milioni di dosi in più entro fine giugno, permetterà di completare l’immunizzazione totale o parziale di anziani e categorie più fragili. “Finalmente una bella notizia”, commenta il commissario all’emergenza Francesco Figliuolo in visita in Valle d’Aosta e Piemonte nel suo tour delle regioni e che è stato informato dal premier Mario Draghi dell”extra’ provvidenziale di fiale. Intanto sono arrivati 1,5 milioni di dosi Pfizer già programmate e in 24 ore saranno distribuite alle Regioni, assicurano dalla struttura guidata dal generale. Munizioni per una campagna che si sta concentrando su over 80 e 70-79enni – le fasce d’età della stragrande maggioranza dei decessi -, i primi al 76% con almeno una dose, i secondi al 27%, secondo i dati del ministero della Salute. L’accelerazione tanto attesa nell’immunizzazione degli anziani è palese in Lombardia, che fino al 12 aprile aveva vaccinato 58 mila settantenni e dal 12 al 14, in soli tre giorni, ne ha raggiunti praticamente altrettanti (su un totale di un milione), secondo le elaborazioni di Sky Tg24 dal database della Regione.

Dalla Lombardia, l’epicentro della pandemia in Italia, vengono però anche numeri ancora preoccupanti sulla psicosi da AstraZeneca. Il direttore generale del Welfare regionale, Giovanni Pavesi, denuncia un 15% di rifiuti del prodotto anglo-svedese. La vicepresidente della Regione Letizia Moratti lo smentisce, “è solo il 5%”, dice. Ma una percentuale analoga a quella fornita da Pavesi l’aveva stimata giorni fa il componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) lombardo Carlo Signorelli.

Per AstraZeneca si valuta il ‘modello Basilicata’, che ha permesso per tre giorni ai cittadini tra i 60 e i 79 anni di farselo iniettare senza prenotazione, con un certo successo numerico e un po’ di assembramento, a Potenza e a Matera.  Da lunedì prossimo i medici di famiglia lucani lo useranno in via esclusiva per i propri assistiti di 70-79 anni. Un esperto sanitario di Figliuolo ha visitato la regione in vista dell’arrivo del generale nelle prossime settimane. Al commissariato si studia anche l’esperienza del Veneto, che ha aperto alle classi d’età più anziane divise per orario, sempre senza prenotazione. E’ stato il caos invece all’hub vaccinale della Fiera del Levante di Bari, con centinaia di under 80 in coda e tanti altri che si sono presentati senza preavviso allo sportello. La media delle vaccinazioni in Italia resta nell’ultima settimana di 277 mila al giorno, quelle che le forniture finora previste permettono, lontane dalle 500 mila programmate e di nuovo oggi rilanciate come obiettivo in un incontro tra Figliuolo e la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo). Anche nella peggiore delle ipotesi, se cioè Johnson&Johnson dovesse essere sospeso sine die – estremamente improbabile -, sarebbe possibile con i numeri attuale somministrare almeno una dose a tutti gli over 60 italiani, quelli per i quali è ora consigliato AstraZeneca e forse lo sarà anche il prodotto statunitense. Inoltre, posticipare la seconda dose di Pfizer da 21 fino a 42 giorni porterebbe i vaccinabili nel secondo trimestre da 6,2 a 8,2 milioni di persone, secondo alcune stime. Una strategia che da oggi è stata adottata dalla Provincia autonoma di Trento.

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