Boscoreale, condannato il talent scout dei provini hot

Redazione,  

Boscoreale, condannato il talent scout dei provini hot

Boscoreale. Casting per avere video hot da aspiranti e giovanissimi modelli, la denuncia della presunta vittima 17enne inchioda “La Iena della Moda”: condannato Luis Arsenio. Due anni di reclusione – a fronte di una richiesta a un anno e quattro mesi di pena sospesa avanzata dal pm – ieri sono stati inflitti dai giudici del Tribunale di Torre Annunziata al noto impresario Luigi Arsenio, in arte “Luis Arsenio”: 36 anni, di Boscoreale, titolare della “Zero Models Agency”, l’agenzia di casting vesuviana spacciata sul web come la più importante del settore al Sud. Arsenio, molto conosciuto anche a Capri e “pizzicato” nel 2020 dal programma tv Le Iene, già lo scorso anno aveva subito una condanna in primo grado alla pena di nove mesi per diffamazione e tentata violenza privata. Ora, invece, la cosiddetta Iena della Moda che, secondo l’accusa, diffondeva annunci on-line per casting che sarebbero culminati in richieste di video hot, con scene di “nudi” probabilmente richieste anche ad aspiranti modelli minorenni, era finito a processo per detenzione di materiale pedo-pornografico. Vittima delle presunte attenzioni hot di Luis Arsenio sarebbe stato un ragazzino di Castellammare. Ad appena 16 anni, aveva un sogno nel cassetto: fare il modello. Un sogno che si sarebbe però presto trasformato in una specie di incubo dopo essersi rivolto all’agenzia di casting gestita da Arsenio che, secondo il pm, gli avrebbe chiesto scatti “proibiti” e immagini senza veli per superare un provino.

In pratica, l’epilogo di una storia cominciata qualche anno fa, quando Arsenio finì nell’occhio del ciclone. Ad accusarlo fu un servizio giornalistico realizzato da Le Iene, la trasmissione tv di Mediaset. Un servizio nel quale alcuni aspiranti modelli, contattati da Arsenio sui social, hanno raccontato che l’impresario li avrebbe invitati a inviargli video hot, chiedendo filmati dei ragazzi in pose erotiche. Di quelle presunte vittime una ha infine realmente denunciato alle forze dell’ordine. Si tratta di un ragazzo di Castellammare di Stabia, che all’epoca dei fatti aveva sedici anni. Il giovane, costituitosi poi parte civile a processo e difeso dall’avvocato Alfonso Piscino, aveva già testimoniato ai giudici dei primi approcci con l’agenzia di moda: dal provino al quale si sarebbe presentato, accompagnato dai suoi genitori, fino alle presunte richieste di foto hot da parte di Arsenio. Il giovane ha deciso di denunciare tutto alla polizia postale, innescando l’indagine poi sfociata nel secondo processo che, a stretto giro, ha condannato Luis Arsenio. La vittima ha ottenuto ieri il riconoscimento di una provvisionale di cinquemila euro.

Al centro del fascicolo d’indagine e del processo, oltre al racconto della presunta vittima, alcune perizie eseguite su un pc e su di un cellulare in uso ad Arsenio, all’interno dei quali gli inquirenti avrebbero ritrovato una trentina di fotografie e 25 video di giovani non identificati. Secondo l’accusa si sarebbe trattato di ragazzi giovanissimi, per la difesa, al contrario, di maggiorenni consapevoli. Nel corso del processo, Arsenio aveva detto ai giudici: “Non potevo sapere che avesse 16 anni. Mi fidavo della sua iscrizione a Facebook”.

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