Sos dell’arcivescovo di Pompei: «Salvare il turismo e i lavoratori stagionali, sono i motori della Campania»

Salvatore Dare,  

Sos dell’arcivescovo di Pompei: «Salvare il turismo e i lavoratori stagionali, sono i motori della Campania»

Intervenire al più presto per salvare e rilanciare il turismo in Campania, motore trainante dell’economia regionale. Una causa, quella dei lavoratori stagionali, sposata con decisione da monsignor Tommaso Caputo che, in una lettera aperta rivolta ai dipendenti del settore ricettivo, auspica una uscita dalla crisi immediata. Le parole dell’arcivescovo di Pompei arrivano a margine della manifestazione organizzata da imprenditori e stagionali della Campania che si sono riuniti in piazza Bartolo Longo per chiedere una ripartenza immediata e in sicurezza del comparto. L’iniziativa ha visto partecipare operatori, chef stellati, guide turistiche, Ncc e tanti altri protagonisti della filiera turistica di Pompei, penisola sorrentina, zona stabiese, Capri, Procida, Ischia e tante altre località della Campania. «Sappiamo bene che le conseguenze della pandemia non si fanno scrupolo delle rette intenzioni di persone e gruppi sociali protesi verso gli obiettivi del bene comune – sottolinea ancora il delegato pontificio per il santuario della città mariana – Ancor meglio sappiamo come proprio attraverso l’indebolimento di un settore come quello turistico si va incontro a una crisi diffusa e organica dell’intero sistema economico delle nostre zone. È ciò che la Chiesa di Pompei, da sempre attenta alle necessità del territorio, vuole scongiurare. Il dramma della pandemia richiama, in modo naturale, un più costante ricorso a una dimensione spirituale e quindi alla preghiera. Essa va peraltro ad inserirsi nel clima così intenso del mese di maggio, che è tutto dedicato a Maria e che quest’anno assume un profondo valore simbolico. I segni di un più intenso ritorno alla vita spirituale “in presenza”, con il popolo dei pellegrini che, sperabilmente, pur nel rispetto delle regole ancora in vigore, potrà tornare a ricomporsi e a restituire alla Nuova Pompei il clima ordinario di città della fede, sono già evidenti». Monsignor Caputo, nella lettera di risposta ad una precedente missiva ricevuta da Rosario Fiorentino, coordinatore della manifestazione, oltre a esprimere solidarietà, precisa che «la pandemia non ha risparmiato nessuna delle nostre debolezze e continua a infierire anche sugli errori e sulle inadempienze di un passato che presenta, oggi, conti implacabili, ma forse anche ingenerosi. Il fermo forzato è stato certamente traumatico – prosegue l’arcivescovo di Pompei rivolgendosi ai lavoratori – Lo choc continua a essere enorme. Si ha ben ragione ad affermare che si tratta di “uno dei pochi settori trainanti dell’economia regionale: sappiamo bene che la nostra Campania, la regione di punta di un Mezzogiorno che attende ancora un riscatto, è gravata da problemi strutturali tanto acuti e profondi da essere diventati l’anello debole del piano programmato per la ripresa e la rinascita di tutto il Paese. Ma senza dubbio ogni piano, in questo tempo della pandemia, non può che partire dalle situazioni che voi oggi rappresentate: quella di esponenti, tutti insieme, di un comparto che cerca la via della rinascita e mette in campo le proprie energie, le proprie capacità e la propria sperimentata professionalità. Nel momento in cui le difficoltà sono ancora al centro della scena, a un settore come il vostro, la solidarietà spetta di diritto. È in sostanza una forma, e mai abbastanza congrua, di un risarcimento dovuto». In piazza, a Pompei, è stata rimarcata ancora una volta la necessità di procedere a un’accelerata della campagna vaccinale per gli addetti del turismo, così come promesso dal presidente della giunta regionale campana Vincenzo De Luca.

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