Il racconto di un positivo: «5 giorni col tampone spezzato nel naso»

Elena Pontoriero,  

Il racconto di un positivo: «5 giorni col tampone spezzato nel naso»

Un semplice tampone per accertare la presenza del Covid avrebbe potuto mettere a rischio la vita di Gaetano Gragnaniello, di 44 anni, coordinatore del gruppo di Protezione Civile di Lettere. Ben sette centimetri del bastoncino, completo di scovolino, restano all’interno della narice sinistra dell’uomo che, ignaro, ha trattenuto il corpo estraneo per cinque giorni, accusando sintomi che non riusciva a curare. Tutto è iniziato il pomeriggio del primo maggio quando Gaetano Gragnaniello, contagiato dal virus aveva rispettato la quarantena e a distanza di due settimane si è recato presso l’hub vaccinale di Santa Maria la Carità, per verificare l’avvenuta negatività. «Ho atteso il mio turno e mi sono sottoposto al tampone. Un esame di routine, effettuato su tantissime persone e da più di un anno, quindi non avrei mai immaginato di rischiare la vita, eppure sarebbe bastato davvero poco – racconta il 44enne di Lettere – Inserito il tampone nelle narice sinistra, l’operatore sanitario avrà sbagliato la manovra ed è fuoriuscito del sangue.

A quel punto ha ripetuto il tampone dall’altra narice dicendo “Se si muove si fa male e non riusciamo a fare il test”. Ultimata la procedura sono tornato a casa in attesa dell’esito e con i primi dolori che sembravano lievi. Ho sofferto per cinque giorni credendo fosse stata colpa mia, che mi ero mosso durante il tampone, invece nel mio naso era stato lasciato un bel pezzo di tampone». Più della metà del bastoncino, infatti, è rimasto nella parte alta della narice bloccato in posizione curva. Intanto i dolori sono persistenti e anzi aumentano, tanto che Gaetano Gragnaniello, nonostante i farmaci assunti per curare forti emicranie, bruciori all’interno della narice e uno strano rigonfiamento sotto l’occhio, comincia a cercare da solo la causa e la scopre. «La sera del cinque maggio ero in bagno e davanti lo specchio ho notato che c’era qualcosa dentro il naso.

Lo toccavo e provavo un grande dolore. Ho chiesto a mia moglie di aiutarmi a controllare ed è spuntato un puntino bianco – afferma Gragnaniello – Spaventati e consapevoli che c’era qualcosa che non andava ci siamo recati presso il pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia all’una di notte. Non essendoci l’otorinolaringoiatra mi è stato chiesto di ricoverarmi o ritornare la mattina presto per sottopormi al controllo. Ho deciso di ritornare a casa, incosciente che forse anche un giorno in più quel corpo estraneo avrebbe potuto arrecarmi seri danni. La fortuna o forse il miracolo è che il tampone si era bloccato all’interno della cavità perché a forma di uncino, se fosse stato dritto avrebbe potuto arrivare fino agli organi vitali». Una disavventura che si è conclusa soltanto la mattina di giovedì quando, dopo l’ennesimo tampone, il quarantaquattrenne è riuscito a raggiungere il terzo piano dell’ospedale stabiese per ricevere l’assistenza specifica. «Dovrò sottopormi a un altro controllo per accertare che non ci siano lesioni, nel frattempo ho consegnato l’intera documentazione all’avvocato di famiglia. Spero che quanto sia accaduto a me non succeda più», si augura Gaetano Gragnaniello che ha avviato l’iter legale per risalire al responsabile di tale pasticcio.

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