Maximall Pompeii, parla Paolo Negri: “Visione e coraggio d’investire, questa terra può volare”

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Maximall Pompeii, parla Paolo Negri: “Visione e coraggio d’investire, questa terra può volare”

C’è un momento in cui un imprenditore sceglie il progetto della vita, la sua opera simbolo. Paolo Negri, Ceo della «Irgenre Group» ha deciso di mettere tutto se stesso nel «Maximall Pompeii», un progetto destinato a cambiare il volto di questa terra. «Immaginare che venga qualcuno dall’alto a cambiare il nostro territorio è una logica fallimentare che appartiene al passato. Noi imprenditori dobbiamo credere in questo giacimento culturale e turistico, dobbiamo fare rete per far nascere una nuova corrente di pensiero e di sviluppo industriale e turistico».

La sinergia è stata sempre il nostro tallone d’Achille.

«è tempo di crescere, di evolversi. Noi dobbiamo contagiare le istituzioni e dobbiamo risvegliare dal torpore molti imprenditori». Servono coraggio, visione e competenze, dottor Negri. «

Sintesi perfetta. Ma sono certo che abbiamo uomini e qualità. Anzi, qui ci sono mille situazioni dormienti e capitali accantonati, dobbiamo contagiare di positività chi tentenna, ci aspetta, chi è portato a defilarsi. Servono scintille poi il resto viene da sé, perché ogni iniziativa di successo genera emulazione. Se vogliamo che questa zona rinasca in termini di rigenerazione in termini turistici dobbiamo essere ambiziosi e saper volare alto».

Lei è ottimista?

«Sono realista. Vede, fare impresa non è solo business è saper creare ricadute sociali sul territorio. Nonostante i pregiudizi e le paure, Irgenre Group riuscirà a portare in quest’area marchi di caratura mondiale perché questa terra ha un appeal unico al mondo. Il mare, le isole del Golfo, la Costiera, il Vesuvio, il patrimonio archeologico, la storia, la cultura. Pensate che esista una terra migliore per investire? Io no».

Eppure abbiamo perso tutte le opportunità.

«Senza una svolta culturale si fa fatica: il territorio deve evolversi, bisogna dare fiducia ai giovani ma soprattutto bisogna investire seriamente nella formazione. Noi lo faremo: Maximall Pompeii sarà anche un centro d’avanguardia per i manager del futuro, ma sarà anche un centro per la formazione di chi sarà assunto. Nell’era della globalizzazione anche il giardiniere deve conoscere l’inglese».

A proposito di occupazione, cosa genererà il Maximall Pompeii che sarà inaugurato a Torre Annunziata? «Calcoliamo 1.500 nuovi occupati nella prima fase, e il numero salta fuori dalle proiezioni che ci fanno gli investitori sulla base di previsioni o comparazioni. Ma l’impatto del nostro progetto sarà certamente più massiccio. Ci sono studi che solo per il primo anno prevedono un fatturato di 350 milioni di euro e 12 milioni di visitatori, senza contare i numeri dell’indotto».

Chi sceglierà le assunzioni?

«Tutte le procedure saranno trasparenti e lineari, nessuna scorciatoia».

Non sarà soltanto un centro commerciale.

«Direi che non è un centro commerciale. è un progetto che si coniuga col territorio, che accoglie e non respinge, un ponte che ci proietta al futuro e allo lo sviluppo dell’intera area. Attrarrà i turisti, aumenterà la loro permanenza sul territorio, che oggi è di appena mezz’ora in media. è un hub turistico per chi vive il territorio e per chi lo visita: ha una grande piazza all’aperto e le fontane alte 25 metri saranno il simbolo della rinascita in un’ex area industriale. C’è una cavea di 100 posti, un padiglione virtuale per le scuole, un auditorium, un albergo Marriott per giovani e famiglie. Una immensa area ristorazione con le più qualificate eccellenze del territorio e il grande patrimonio di sapori della cucina locale, una galleria con 200 brand su due livelli e un tetto in vetro che la sostenibilità ambientale del progetto. Infine, un parco di 50mila metri quadri per il pubblico e aree di svago sui tetti». Come si integrerà al resto del territorio?

«Ci saranno spazi per 60 bus in grado di collegare il centro con le maggiori attrazioni turistiche del territorio. Avremo decine di shuttle elettrici per accompagnare i turisti agli Scavi di Pompei, a quelli di Ercolano, di Oplonti e di Stabia».

A proposito di vocazione green: rischia di essere un contrasto con il territorio circostante?

«Il tema green è fondamentale per i giovani e per il futuro. Io sono certo che la nostra iniziativa genererà un interesse a livello nazionale e internazionale che accelererà la rigenerare del territorio. Tra Pompeii e il mare ci sono spazi sterminati da rimodulare e rivalutare in chiave ambientale, così come bisogna insistere sul disinquinamento del Sarno».

Ne è sicuro? «Tutta l’area torrese-stabiese è già oggetto di attenzione da parte di imprenditori che hanno compreso l’importanza di investire sull’ambiente e sul turismo.  Eppoi ci sono condizioni  irripetibili».

Quali? «Il 40% dei 250 miliardi per il rilancio del Paese  sono destinati al sud: inevitabile che ci saranno ricadute sull’area torrese stabiese. Certo, la parte pubblica deve ordinare sapientemente questo sviluppo nell’ambito di un’idea macro economica e in quella logica deve indirizzare adesione degli investitori che ci auguriamo vengano».

Quando aprirà Maximall Pompeii? «Nonostante la pandemia siamo andati avanti coi lavori, siamo convinti di poter ultimare il cantiere a fine 2022 e inaugurare l’intero progetto nel 2023».

Raffaele Schettino – Vincenzo Lamberti

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