Crociere e cantiere:la doppia sfida per il porto di Castellammare

Tiziano Valle,  

Crociere e cantiere:la doppia sfida per il porto di Castellammare

Il progetto di realizzare una stazione crocieristica a Castellammare di Stabia è nei cassetti già da una decina d’anni. Il primo vero studio di fattibilità commissionato dall’Autorità Portuale risale a fine 2016. Il Recovery Plan messo in campo dall’Unione Europea funge da acceleratore al progetto, perché ora ci sono le risorse economiche necessarie per realizzare gli interventi. Il destino del cantiere navale però resta il nodo cruciale da risolvere prima di immaginare la distribuzione degli spazi dello specchio d’acqua antistante il porto stabiese.

L’Autorità Portuale Mar del Tirreno Centrale sta pensando alla soluzione di raddrizzare il molo foraneo con un riempimento interno, recuperando circa un centinaio di metri di spazio, per far attraccare navi da crociera fino a 250 metri di lunghezza. Il progetto di raddrizzare il molo foraneo non è nuovo, perché era già stato previsto per un’ipotesi di sviluppo del cantiere navale, che avrebbe consentito a Fincantieri di posizionare una nuova gru per aumentare la produzione.

Ed è questo il nodo da sciogliere. Se le due ipotesi di sviluppo (industriale-turistico) si concentrano sullo stesso punto del porto di Castellammare, la politica deve scegliere quale dev’essere il futuro. Cosa diversa se invece si provasse a ribaltare il cantiere verso il mare, realizzando infrastrutture magari meno impattanti come il bacino galleggiante e utilizzando alcune aree della Maricorderia, che tra l’altro nei giorni scorsi ha sottoscritto un accordo triennale proprio con Fincantieri.Per raggiungere questo obiettivo servirebbero sicuramente più fondi e in tal senso è già partito un tam-tam tra i vari Enti per studiare le possibili soluzioni.L’Autorità Portuale ha sicuramente a disposizione 35 milioni di euro per la messa in sicurezza del porto di Castellammare di Stabia, già stanziati dal primo governo Conte. Altri 70-90 milioni potrebbero essere conquistati con il Recovery Plan, qualora tutti gli attori in campo dovessero essere d’accordo, per realizzare il progetto della stazione crocieristica. Se non a Castellammare altrove, perché la Regione Campania ha bisogno di nuovi punti d’attracco con Napoli e Salerno ormai saturi per il traffico crocieristico.

Resterebbe il nodo del cantiere navale, che finora sembra non essere stato tirato in ballo nei progetti di sviluppo. In realtà, un discorso in tal senso è stato avviato anche con Fincantieri, per comprendere quali sono le intenzioni della holding di Trieste per quanto riguarda gli investimenti nel cantiere stabiese e negli ultimi giorni si sono affacciati al progetto anche partner privati, compagnie crocieristiche, che potrebbero dare il loro contributo in tal senso. Se non con investimenti diretti, con commesse garantite al cantiere stabiese.Una partita che si sta giocando su più tavoli.

Oggi a Napoli ci sarà l’incontro tra i tecnici dell’Autorità Portuale e l’assessore all’Urbanistica, Fulvio Calì, per discutere dei provvedimenti da inserire nel Puc (Piano Urbanistico Comunale) per favorire questa soluzione. Più o meno allo stesso orario, il sindaco Gaetano Cimmino riceverà una delegazione dei sindacati di Fincantieri che pretendono garanzie dal Comune rispetto al futuro del cantiere navale. Domani, inoltre, sarà la volta della visita del presidente Andrea Annunziata a Palazzo Farnese per una riunione operativa, rispetto al documento di pianificazione strategica per il porto stabiese che l’Autorità Portuale deve approvare in tempi stretti per intercettare i fondi europei.

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