Incubo tangentopoli a Torre Annunziata, bloccato il bando per le telecamere: Ariano sotto accusa

Salvatore Piro,  

Incubo tangentopoli a Torre Annunziata, bloccato il bando per le telecamere: Ariano sotto accusa

L’ex dirigente dell’ufficio tecnico «operava in modo discutibile» e quell’appalto da 650.000 euro di soldi pubblici per l’installazione delle nuove telecamere di videosorveglianza va bloccato per «anomalie nella gestione delle offerte». Potrebbe esserci l’ennesimo capitolo dello scandalo Tangentopoli a Torre Annunziata nelle parole pronunciate, ieri mattina in consiglio comunale, dal vicesindaco Lorenzo Diana. L’esponente della giunta comunale, infatti, ha usato toni durissimi per parlare della questione relativa all’installazione delle nuove telecamere in città. Un tema di strettissima attualità vista l’escalation di violenza culminata nell’omicidio di Maurizio Cerrato, ucciso in un garage il 19 aprile scorso solo per aver difeso sua figlia dalla furia di quattro belve. Nell’annunciare l’affidamento di una gara per l’installazione di 57 occhi elettronici in sostituzione di quelli non funzionanti, Diana ha sottolineato lo stop alle procedure per un altro appalto. Quello per 85 videocamere hi-tech già affidate ad una ditta del napoletano. Un bando che risale al 2020 quando alla guida dell’ufficio tecnico comunale c’era Nunzio Ariano, il dirigente arrestato per induzione indebita il 28 dicembre scorso mentre intascava una tangente da 10.000 euro per affidare una gara da oltre 200.000 euro per il restyling di alcune scuole. Ariano è tutt’ora in carcere per questa vicenda e le indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata pare abbiano portato alla luce altre vicende di corruzione attorno all’Utc. Per effetto di tutto ciò l’amministrazione comunale ha deciso di sospendere la gara per le telecamere. «L’ex dirigente dell’Ufficio Tecnico» così ieri, il vicesindaco Diana «operava in modo, forse, molto discutibile». L’affidamento del maxi-appalto del 2020 resta dunque in stand-by. E tutto dopo «almeno quattro riunioni specifiche, svoltesi tra il dirigente responsabile dell’anticorruzione comunale, Lorenzo Capuano, e il Responsabile Unico di quella stessa gara». Nel mirino del vicesindaco e della nuova squadra di assessori tecnici, nominati in città per traghettare senza ulteriori ombre o strascichi giudiziari la derelitta giunta comunale, oltre «all’affidamento del precedente appalto videosorveglianza senza la necessaria dotazione» di un software telematico che, a partire dal 18 ottobre 2018, obbliga tutte le stazioni appaltanti per l’utilizzo in via esclusiva delle comunicazioni elettroniche nelle procedure di affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, è finita pure “la emersione di altri problemi nella gestione dell’appalto. «A partire» dichiara ancora Diana «da probabili anomalie nella gestione e nella esclusione delle offerte più alte o al ribasso». Una volta terminata l’istruttoria interna, l’amministrazione comunale «dovrà valutare attentamente se sussistano i presupposti per l’eventuale annullamento del precedente appalto. Dovremo agire con molte attenzione» conclude il vicesindaco «perché serve il contemperamento di interessi contrapposti. Occorre avere occhi attenti e vigili sul rispetto delle regole di trasparenza e della legalità».

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