Deiulemar, all’asta i beni a Napoli e Roccaraso: l’obiettivo è recuperare 6 milioni di euro

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, all’asta i beni a Napoli e Roccaraso: l’obiettivo è recuperare 6 milioni di euro

Torre del Greco. Il termine ultimo per l’adesione alla manifestazione d’interesse è fissato per il prossimo 15 giugno. Quando i risparmiatori traditi dagli armatori-vampiri della Deiulemar compagnia di navigazione sapranno se cominciare a sperare di (ri)mettere le mani su ulteriori 6 milioni di euro del tesoretto sparito insieme all’ex colosso economico di via Tironi. è la somma stimata dalla curatela fallimentare della società di fatto messa in piedi dai rampolli delle famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo per l’acquisto delle società a capo di importanti cespiti riconducibili ai responsabili del grande crac all’ombra del Vesuvio.

La doppia asta

L’iniziativa della triade composta da Giuseppe Castellano, Massimo Di Pietro e Antonio Denotaristefani di Vastogirardi riguarda, in particolare, due proprietà riconducibili all’universo della Deiulemar compagnia di navigazione: un prestigioso immobile di via Crispi a Napoli e una serie di suoli edificabili a Roccaraso. Per entrambi i lotti, i professionisti incaricati di recuperare i soldi indebitamente spariti dalle tasche di 13.000 creditori hanno promosso due manifestazioni d’interesse. La prima riguarda l’acquisto della quota del 100% della società proprietaria di un prestigioso edificio in via Crispi a Napoli, attualmente concesso in locazione a un colosso internazionale. L’eventuale cessione dell’immobile garantirebbe agli ex obbligazionisti la bellezza di cinque milioni e 300.000 euro, al netto di offerte inferiori. Ugualmente appetibile per potenziali acquirenti il secondo lotto dei beni messi all’asta dalla curatela fallimentare: si tratta della quota del 100% della società proprietaria di suoli edificabili a Roccaraso, la nota località turistica dell’Abruzzo in cui gli ex armatori-vampiri avevano investito diversi milioni di euro. Per i terreni finiti sotto la gestione della curatela fallimentare della Sdf, la stima degli esperti si aggira intorno agli 850.000 euro.

Le regole del «gioco»

«La cessione dei lotti – si legge nell’avviso pubblico del tribunale di Torre Annunziata – avverrà con esclusione di qualsiasi garanzia in ordine sia alla consistenza e/o valore dei beni posseduti dalle singole società, sia a eventuali sopravvenienze passive. Le eventuali sopravvenienze attive, invece, dovranno essere liquidate alla Curatela, secondo modalità che saranno indicate nel bando di vendita». La scadenza del 15 giugno per l’adesione alla manifestazione d’interesse potrà essere derogata su scelta della curatela fallimentare. La stessa triade di professionisti, valutate le manifestazioni di interesse, indicherà le modalità per eseguire i controlli concordati come necessari e all’esito gli avvisi di vendita predisposti dal fallimento. «La cessione dei beni è comunque soggetta all’autorizzazione dei competenti organi della procedura – conclude l’avviso pubblico -. Ulteriori informazioni potranno essere chieste all’indirizzo [email protected]

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