Accuse blindate dai giudici, i re delle truffe di Torre del Greco restano in cella

Ciro Formisano,  

Accuse blindate dai giudici, i re delle truffe di Torre del Greco restano in cella

Il Riesame blinda le accuse e i presunti re delle truffe online di Torre del Greco restano in carcere. Il tribunale delle libertà ha, infatti, confermato il teorema della Procura di Torre Annunziata, lasciando dietro le sbarre i fratelli Antonio e Raffaele Perna. Sono entrambi ritenuti tra i protagonisti dell’associazione per delinquere finalizzata alle truffe scoperta dai pm e dalla polizia di Stato nei mesi scorsi. Ai due fratelli di viale Castelluccio gli inquirenti contestano una lunga serie di episodi di truffa commessi attraverso il sistema del phishing.  Le vittime venivano contattate con comunicazioni che sembravano arrivare dalla propria banca e con le quali venivano invitati ad accedere al proprio conto on line. In altri casi le vittime, dopo aver ricevuto un sms, venivano contattate telefonicamente da falsi operatori bancari. Una volta ottenute le credenziali di accesso poi prelevavano dai conti il denaro, portandosi via i risparmi delle ignare vittime. La organizzazione si muoveva da Torre del Greco e secondo gli accertamenti della Polizia postale avrebbe messo a segno diverse truffe in diverse località italiane. Una vicenda per la quale i Perna, assieme agli altri complici, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere  a fine maggio. Un provvedimento eseguito dalla polizia e firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torre Annunziata. Un’ordinanza dalla quale emerge l’enorme giro d’affari del gruppo. E anche i rapporti con alcuni soggetti che avrebbero garantito ai sospettati contatti e numeri di correntisti che sarebbero stati poi contattati per eseguire il raggiro. Un affare che sarebbe valso al gruppo incassi per quasi 100mila euro nel giro di pochi mesi (al centro delle indagini ci sono 92 episodi di truffa ricostruiti dalle forze dell’ordine). Come conferma anche il provvedimento di sequestro per oltre 90.000 euro eseguito dalle forze dell’ordine nell’ambito dell’operazione che ha portato all’arresto degli indagati. A incastrare i Perna, secondo gli inquirenti, una serie di intercettazioni, ma anche filmati all’interno di stanze d’albergo dalle quali i presunti re delle truffe coordinavano l’attività illecita. Un’indagine che comunque prosegue, anche alla luce dei numerosi retroscena emersi dal provvedimento cautelare. A cominciare dal ruolo di chi ha fornito i contatti dei correntisti ai sospettati per finire con gli altri gruppi attivi in questo settore nella stessa città di Torre del Greco. Gli indagati, che davanti al Riesame hanno puntato sull’assenza delle esigenze cautelari, avranno ora la possibilità di presentare una nuova istanza di scarcerazione ai giudici della Cassazione.

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