Castellammare. Pestarono un carabiniere, il branco chiede uno sconto di pena

Tiziano Valle,  

Castellammare. Pestarono un carabiniere, il branco chiede uno sconto di pena

Hanno massacrato di botte il carabiniere Giovanni Ballarò in villa comunale, lo scorso primo agosto, e adesso chiedono di concordare la loro pena. Cinque anni e 4 mesi per chiudere la partita con la giustizia. E’ questa la proposta che i legali di Ferdinando Imparato, Giovanni Salvato, Antonio Longobardi e Carmine Staiano, tutti imputati per il pestaggio del militare, hanno presentato nel corso dell’ultima udienza presso la Corte d’Appello di Napoli. La decisione è stata rinviata perché il giudice ha fatto richiesta di astenersi, per causa d’incompatibilità. Se ne riparlerà la settimana prossima, quando sarà sciolta la riserva sulla richiesta di concordato della pena, presentata dai legali di quattro dei cinque imputati per il pestaggio del militare.

L’unico che ha deciso di continuare a farsi processare è Pio Lucarelli, giovane del rione dell’Acqua della Madonna, che in primo grado ha incassato 7 anni e 2 mesi, come tutti gli altri. Alla sbarra c’è anche Manuel Spagnuolo, che non partecipò all’aggressione nei confronti di Giovanni Ballarò, ma si avvicinò quando quest’ultimo era ancora a terra, per portargli via il borsello. In primo grado ha incassato una condanna a 3 anni e 8 mesi. La sua difesa ha proposto di concordare la pena a 2 anni e 6 mesi. La vicenda risale alla notte dello scorso primo agosto, quando l’appuntato in servizio alla caserma di Gragnano, libero dal servizio, decide d’intervenire per fermare una rissa che si sta scatenando in villa comunale a Castellammare di Stabia.

Giovanni Ballarò, nonostante stesse facendo una passeggiata con la sua famiglia, non ci pensa due volte. Si qualifica come carabiniere, accende la telecamera del suo cellulare e comincia a filmare tutto quanto sta accadendo sul lungomare di Castellammare, dove due ragazzi vengono inseguiti e picchiati da un branco di giovanissimi. L’intervento di Ballarò scatena la reazione di Ferdinando Imparato, legato alla famiglia dei “paglialoni” del rione Savorito, che insegue il militare e arriva ad investirlo con lo scooter. A lui si aggiungono altre persone che cominciano ad aggredire il carabiniere, picchiandolo a colpi di casco. Il militare prova a difendersi, fino a quando uno del branco lo centra alla testa con lo sgabello di un locale del lungomare.

Ballarò perde conoscenza e viene trasportato all’ospedale San Leonardo di Castellammare, dove i medici riscontrano un grave trauma cranico che lo tiene lontano dal servizio per quasi due mesi. Una vicenda, quella del pestaggio del militare, che ha segnato profondamente la città stabiese e non solo. Tant’è vero che il Comune di Castellammare ha deciso di costituirsi parte civile al processo e proprio ieri il Comune di Sant’Antonio Abate ha conferito a Giovanni Ballarò un encomio solenne. Nell’attesa che la Corte d’Appello di Napoli adesso si esprima sulla richiesta di concordato della pena avanzata dalla difesa, per quattro imputati.

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