Capri, sollievo dopo l’incubo: fuori pericolo i 2 bimbi feriti nell’incidente

Marco Milano,  

Capri, sollievo dopo l’incubo: fuori pericolo i 2 bimbi feriti nell’incidente

Fuori pericolo. I due bambini rimasti feriti nell’incidente di Marina Grande a Capri se la caveranno. Le condizioni del più piccolo, di appena quattro anni, non destano preoccupazioni. Operato, invece, il dodicenne che ha riportato fratture scomposte.

Bimbi fuori pericolo

Ricoverato all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli per un trauma cranico, i medici si sono detti fiduciosi tanto che il bimbo di 4 anni potrebbe essere dimesso anche a stretto giro e, dunque, fare ritorno a casa. Per l’altro bambino, di 12 anni, nella mattinata di ieri si è reso necessario un intervento chirurgico a causa delle diverse fratture agli arti inferiori riportate nell’incidente. L’operazione è perfettamente riuscita e si è potuto tirare un sospiro di sollievo. Come spiegato dal direttore del nosocomio pediatrico Rodolfo Conenna, l’intervento si è reso necessario per ricomporre le fratture. Il dodicenne dovrà seguire una lunga riabilitazione.

I feriti

Nessuno dei 23 feriti coinvolti nell’incidente, dunque, è in pericolo di vita. Sono 13 i ricoverati all’ospedale del Mare di Napoli, dove è stato creato per loro un reparto ad hoc: alcuni hanno riportato varie fratture e verranno sottoposti ad approfondimenti clinici. Eppure, resta forte il trauma anche emotivo per lo schianto che ha portato alla morte dell’autista, il trentatreenne Emanuele Melillo. Molti di coloro che si trovavano sul minibus, ovviamente, oltre alle ferite e alle lesioni fisiche, sono sotto choc, terrorizzati, traumatizzati, profondamente segnati nell’animo. Ecco perché i medici dell’ospedale di Napoli sono al loro fianco anche con supporto psicologico e ascolto: in campo ci sono esperti e professionisti che vogliono scongiurare il rischio di disturbi post-traumatici. Lo stesso farà anche l’amministrazione comunale di Capri che ha saputo fornire massimo supporto e grande collaborazione ai soccorritori già nell’immediatezza dell’incidente. Un vero e proprio choc, così come per i bambini di Capri che guardano con timore e con paura i mezzi di trasporto, la zona dell’incidente, la spiaggia in generale. Una sensazione strana, così come per i residenti e i frequentatori dell’arenile, che giovedì mattina – quando il bus è precipitato – si sono istintivamente gettati in mare temendo addirittura il crollo di una palazzina.

Strage sfiorata

Pochi centimetri di distanza e la caduta di quell’autobus avrebbe potuto provocare un’autentica strage, pochi minuti dopo avrebbe potuto, nello stesso punto, investire una fila di bambini, di ritorno da una spensierata mattinata in acqua: insomma, potenzialmente poteva essere un incidente ancora più drammatico. Ora più che mai l’intera comunità di Capri deve stringersi intorno ai suoi figli, in particolare a quelli che hanno vissuto quegli attimi in un vero e proprio inferno e che avranno bisogno di aiuto per provare a riprendersi.

La strada

Lungo la strada dove è avvenuto l’incidente, regna il silenzio. Ci sono soltanto forze dell’ordine, vigili del fuoco e tecnici impegnati nelle attività legate alla rimozione del minibus. L’obiettivo principale è rimuoverlo quanto prima e dissequestrare l’area, per restituirla immediatamente ai cittadini, ma, al momento, questa soluzione presenta notevoli difficoltà operative. L’area della tragedia, quindi, rimane, sotto sequestro. I rilievi sul luogo dove è avvenuto l’incidente sono stati affidati alla polizia stradale, sotto il coordinamento della dirigente del locale commissariato di polizia. Giovedì è stata la Centrale Operativa della Questura di Napoli, insieme con il 118, a coordinare i soccorsi e l’intervento degli elicotteri di varie forze di polizia che si sono occupati del trasferimento dei feriti, delle riserve di sangue per le trasfusioni e delle apparecchiature mediche.

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