Le crepe nella maggioranza dopo gli aumenti Tari, a Terzigno è rottura tra consiglieri

Andrea Ripa,  

Le crepe nella maggioranza dopo gli aumenti Tari, a Terzigno è rottura tra consiglieri

Nel silenzio di una maggioranza che assorbe passivamente le delibere senza discutere di ciò che il consiglio comunale s’appresta ad approvare e quali effetti possono avere gli atti votati sulla comunità, il «contrario» con cui Antonio Mosca – un tempo fedelissimo del sindaco Francesco Ranieri – prova ad opporsi alla mazzata per la Tari fa rumore. Tanto. Non solo perché è l’unica voce contraria del contestato consiglio comunale di qualche giorno fa – quello celebrato in assenza dei consiglieri della minoranza – ma perché rappresenta l’ennesimo segnale di distacco tra il consigliere passato al Gruppo Misto qualche mese fa e la maggioranza rimasta arroccata sulle proprie scelte, senza fornire alcuna spiegazione alla comunità. E in un lungo messaggio lasciato sui social prima di affrontare la discussione in aula sul bilancio – tenutasi ieri sera – il consigliere comunale eletto nella lista Mivar ha spiegato i motivi della scelta di «non allinearsi» alla maggioranza. «Sono stato l’unico consigliere ad essere contrario all’aumento della Tari, a una gestione politica ed economica che non ha senso e che lascia in me lo stesso presagio di cattiva amministrazione che ho dal primo giorno. Un assessore, tra l’altro non terzignese, scelto da due consiglieri che quattro anni fa, nell’occasione di un consiglio comunale lampo sfiduciarono il presidente del consigli De Simone, ha dato una stangata decisa alle nostre economie, dopo due anni orribili segnati dal Covid. Cose impensabili quando avevo deciso di intraprendere questo percorso con la mia amministrazione. Ma tutto è cambiato per puri scopi opportunistici», dice l’ex assessore al commercio della prima giunta Ranieri. «Colpa di chi ha accettato compromessi per una spilla sul petto, di chi deve rispettare qualche debito fatto in campagna elettorale, di chi ha deciso di dare il paese in mano a un gruppo di scellerati. Colpa di qualche bimbo viziato che ha ben pensato all’appuntamento più importante per un’amministrazione, così come tutti gli assessori tristemente assenti. E soprattutto colpa di un losco figuro che da più di 40 anni uccide Terzigno». Parole fortissime che appaiono come il manifesto di un distacco ormai accertato e che potrebbe avere effetti anche sugli equilibri all’interno dell’esecutivo cittadino. Mosca è il riferimento del vicesindaco Genny Falciano, anche lei fortemente legata al sindaco. E’ chiaro che i recenti risvolti e i voti contrari agli atti del consiglio potrebbero indurre il primo cittadino a ribaltoni difficili da immaginare soltanto nove mesi fa. E nel frattempo scalpita Domenico Auricchio, l’ex senatore e grande accusatore di Ranieri – eletto all’opposizione – che oggi è pronto a sedersi in maggioranza.

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