Muore in hotel a Sorrento. Ferite sospette alla schiena

Vincenzo Lamberti,  

Muore in hotel a Sorrento. Ferite sospette alla schiena

L’ultima telefonata Francesco Cioffi, 63enne stabiese che lavorava come inserviente in un noto albergo di Sorrento, l’ha fatta a sua moglie alle 17,20. “Vengo un po’ più tardi” sono state le sue parole. Le ultime che la donna ha ascoltato da suo marito. Alle 21,30 i carabinieri di Sorrento hanno contattato i familiari per dire che l’uomo aveva avuto un malore e che era morto. Ci sono ancora troppi dubbi, troppi misteri sulla fine del 63enne che da almeno cinque anni lavorava con i proprietari dell’Hotel. Dubbi che i figli, Vincenzo e Linda, vogliono siano chiariti. Sono stati loro i primi ad arrivare a Sorrento. “Nostro padre – dichiarano – era adagiato su un lettino nel parcheggio. Aveva segni di ematomi alle ginocchia e alla testa, forse compatibili con una caduta dopo un malore. Ma aveva anche dei segni dietro la schiena. Perché? Come se li è procurati?” si chiedono ora i figli. Domande e interrogativi ai quali, adesso, dovrà rispondere l’autopsia che è stata disposta sul corpo dell’uomo. Nelle mani del pm Andreana Ambrosino, titolare dell’indagine, il fascicolo per ora contro ignoti. Ma sarà compito della procura capire cosa sia realmente accaduto in quelle ore. “Nessuno della proprietà dell’albergo e nemmeno un loro incaricato ci ha fatto una telefonata – dichiara Vincenzo Cioffi – e questo è il primo elemento che non ci convince affatto”. Perché, dunque, se si è trattato di un malore nessuno ha chiamato la famiglia? “Quando siamo arrivati c’era un carabiniere in borghese vicino alla salma di nostro padre.

C’erano addirittura le formiche vicino al corpo di papà. Come è stato possibile tutto questo?” si chiedono Vincenzo e Linda che si sono affidati al penalista Michele Riggi per il sostegno legale in questo caso che sarà particolarmente complesso. “Una persona che lavora all’interno dell’albergo – riferiscono i figli – ci ha detto che nostro padre verso le 18-18,20 aveva finito il turno di lavoro e stava per andare via. Cosa è successo in quelle tre ore? E perché nessuno ci ha fatto uno straccio di telefonata?” il dolore dei due figli di Francesco. Che, ora, chiedono di conoscere tutti i dettagli di questa vicenda: “Papà lavorava con dei contratti a tempo, l’ultimo sarebbe scaduto proprio domenica (il giorno del decesso ndr). Ma lavorava con  loro da almeno cinque anni. Sono proprietari anche di altre strutture e spesso papà lavorava anche in altri alberghi del gruppo” spiegano i figli. Ancora troppi interrogativi che sono, al momento senza risposta. Francesco Cioffi è davvero morto lì dove è stato ritrovato? O il malore, qualora l’autopsia lo confermasse, si è verificato in un altro posto della struttura? “Noi vogliamo sapere la verità, nostro padre era un lavoratore e chiediamo sia fatta giustizia. Soprattutto chiediamo di sapere se poteva essere salvato, se l’allarme è stato lanciato in tempo. Questi silenzi non ci dicono nulla di buono” dichiarano Vincenzo e Linda.La salma di Francesco Cioffi è stata trasferita all’obitorio del cimitero di Castellammare. Lì, appena la procura affiderà l’incarico al medico legale, verrà eseguita l’autopsia. Da quest’esame arriveranno le risposte a tutti i dubbi di questa morte.

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