Pompei. Spari all’hotel Mec, nuove accuse contro il pistolero di Torre Annunziata

Salvatore Piro,  

Pompei. Spari all’hotel Mec, nuove accuse contro il pistolero di Torre Annunziata

Spari all’hotel Mec, si aggrava la posizione del presunto pistolero. Salvatore Di Salvatore, il panettiere 32enne di Torre Annunziata reo confesso in relazione a quegli spari che, la mattina del 25 giugno scorso, gettarono nel panico anche centinaia di turisti tornati a visitare gli Scavi di Pompei, è finito adesso sotto inchiesta per violenza privata consumata. Un’accusa diversa e più grave rispetto all’iniziale ipotesi di reato – configurata originariamente dal pm nella forma del mero tentativo – per il quale il giovane torrese resta inoltre recluso in carcere a Poggioreale. Il 32enne oplontino è accusato pure di maltrattamenti in famiglia e porto d’armi aggravato. A condurre le indagini è il pm della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Antonella Lauri, che sarebbe pronta a richiedere il giudizio immediato per il presunto pistolero. Lo scorso 25 giugno, Salvatore Di Salvatore esplose cinque colpi di pistola a salve – impugnando una scacciacani senza tappo rosso – all’interno della hall dello storico hotel Mec in via Plinio, albergo con vista sugli Scavi di Pompei. I cinque spari, quel giorno, furono avvertiti da circa un centinaio di turisti, tornati in città dopo la fine del lockdown per visitare gli Scavi. «Ero io il bersaglio di quella pistola» aveva  commentato, subito dopo il raid, il titolare dell’hotel Mec: Polisto A. «colpevole» – secondo Di Salvatore – di aver assunto in prova come addetta alle pulizie delle camere del proprio albergo la sua convivente: una trentenne di Torre Annunziata con la quale è in fase di separazione. La donna, forse dopo una lunga sequela di minacce e offese subite in famiglia, stava finalmente cercando l’indipendenza economica. Una stabilità lavorativa che inoltre liberasse pure i due figli della coppia dal tunnel di una presunta violenza, pure psicologica, forse patita per diversi anni. «Confesso di aver sparato e sono pentito» aveva invece dichiarato il suo ex compagno durante un primo interrogatorio svoltosi in carcere alla presenza del giudice e del pm. Adesso, la posizione del presunto pistolero, al termine di un secondo interrogatorio richiesto in merito dalla procura, è addirittura più pesante. La probabile richiesta di giudizio immediato, che verrà avanzata a processo dal pm Lauri, nasce infatti un’indagine quasi blindata. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal pm, Salvatore Di Salvatore prima di sparare nell’albergo e in collaborazione con sua madre e sua sorella avrebbe più volte minacciato per telefono il titolare dell’albergo. «Se non mandi via a questa» così avrebbe infatti detto Di Salvatore all’imprenditore pompeiano «torno di nuovo con la pistola, non fare il guappo con me. Io ti sparo». E poi: «Andate nei guai se non la cacciate, mi faccio arrestare». Dalle parole, il panettiere torrese sarebbe poi passato ai fatti. I carabinieri, grazie alle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza interno all’albergo, hanno infine identificato sua madre e sua sorella. Le due donne, lo scorso 25 giugno, furono denunciate a piede libero.

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