Sorrento. Abusivismo, controlli in collina: 9 indagati

Salvatore Dare,  

Sorrento. Abusivismo, controlli in collina: 9 indagati

Piccoli e grandi interventi, tutti fuorilegge, portati avanti senza lo straccio di un permesso. Cantieri edili aperti dalla sera alla mattina per ampliamenti di abitazioni e villini di collina, o restyling di appartamenti, attività commerciali e strutture ricettive. Una vera e propria piaga che continua ad affliggere Sorrento, una terra dove purtroppo certi lavori spesso non rientrano in quelli che solitamente si definiscono “abusi di necessità”. L’affare del mattone selvaggio continua senza sosta e l’ultimo report mensile del Comune di Sorrento snocciola dati interessanti. Nel corso degli ultimi giorni, ci sono nove persone denunciate in stato di libertà per quattro cantieri diversi. A questi, si aggiungono altri sei interventi finiti nel mirino della task force anti abusivismo del Comune che ha provveduto a girare documentazioni e informative ora all’attenzione della Procura di Torre Annunziata. C’è chi come in zona Rivezzoli deve rispondere della realizzazione di muri di contenimento e di confine, massetti, ringhiere, cancellate esterne e tettoie (sotto accusa quattro persone tra proprietari dell’immobile e committenti dei lavori). Altri, in località Li Schisani, invece sono stati segnalati in Procura per aver provveduto a rifare il look a un deposito agricolo con ripavimentazione interna e a risistemare camminamenti e quote del terreno in assenza dei permessi (altre quattro persone denunciate). O come in via Pantano, dove tecnici comunali e agenti di polizia municipale contestano l’avvenuta realizzazione – non coperta da permessi, stando alle ipotesi – di mura di contenimento a un immobile. A tutto ciò si aggiungono le indagini che avanzano sul conto di alcuni cambi di destinazione d’uso di locali commerciali magari convertiti a uso ricettivo violando la normativa urbanistica. Già in passato, prima che esplodesse la pandemia da Covid 19, la Procura di Torre Annunziata fermò alcune location accusate di aver provveduto alla “riconversione” in modo non regolare, senza passare da permessi o autorizzazioni rilasciate dal Comune di Sorrento.

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