Armi e bombe nel rione dei Gionta, scoperto l’arsenale della camorra a Torre Annunziata

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Armi e bombe nel rione dei Gionta, scoperto l’arsenale della camorra a Torre Annunziata

Due pistole, decine di munizioni e una bottiglia carica di polvere esplosiva, la stessa che viene usata per far saltare in aria i negozi che non pagano il pizzo. Il tutto nascosto in uno dei tanti palazzi abbandonati di Torre Annunziata. Un immobile cadente di via D’Alagno, angusta stradina che si trova a due passi da palazzo Fienga, l’ex fabbrica di morte del clan Gionta. A 24 ore dall’ennesima notte di stese e paura, lo Stato prova a sferrare il suo attacco ai fortini della camorra spietata che da mesi semina il panico in città. Dopo i due raid armati in rapida successione messi a segno tra giovedì e venerdì, ieri la polizia ha rivoltato come un calzino la roccaforte della criminalità organizzata. Controlli che hanno interessato via De Simone, corso Vittorio Emanuele, via Cuparella, largo Genzano, via Bertone e via Castello. Strade tristemente note come basi operative della criminalità organizzata e in particolare del clan Gionta. Controlli, messi in campo assieme agli agenti del reparto prevenzione crimine Campania, culminati nel blitz realizzato in quel palazzo abbandonato. Uno dei tanti scheletri di cemento pericolanti di cui si compone il cuore del centro storico della città. E qui gli uomini in divisa hanno scoperto probabilmente un pezzo dell’arsenale custodito dalla camorra spietata e feroce che ha stretto il suo cappio al collo di commercianti e cittadini. In uno degli appartamenti di quel palazzo fantasma i poliziotti hanno trovato e sequestrato un revolver con 5 cartucce, una pistola calibro 7,65 con 3 cartucce. Ma anche altre 10 munizioni di vario calibro oltre alla bottiglia imbottita con 700 grammi di polvere esplosiva. Le armi sono ovviamente state sequestrate per realizzare accertamenti balistici. Analisi che potrebbero chiarire se una di quelle pistole è stata usata nel corso di alcuni degli innumerevoli raid armati messi a segno in città dall’inizio dell’anno ad oggi. Un’operazione che comunque conferma la grandissima attenzione rivolta sull’emergenza criminalità a Torre Annunziata da parte di magistratura e forze dell’ordine. Da un lato l’escalation di violenza, capace di produrre qualcosa come 30 raid armati dall’inizio dell’anno ad oggi. Dall’altro le tensioni tra i vari clan che ambiscono a mettere le mani sul monopolio degli affari illeciti in città. E in mezzo le richieste estorsive e la fuga degli imprenditori ostaggio dei pizzo. Tutte facce della stessa realtà sulla quale ha da tempo acceso i riflettori l’Antimafia. La Dda, infatti, punta a colpire al cuore nuovi e vecchi boss per evitare che la guerra tra cosche in atto possa produrre effetti devastanti.

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