Scafati. Arriva la stretta sui rimborsi ai politici

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Scafati. Arriva la stretta sui rimborsi ai politici

Rimborsi agli amministratori comunali, nasce il registro delle presenze. Si torna a “scuola” a Palazzo Mayer, grazie al provvedimento voluto dalla neo segretaria comunale Paola Pucci. «A far data da lunedì 13 settembre è istituito il registro delle presenze degli amministratori ai fini del rilascio delle certificazioni di rito e del pagamento dei rimborsi ai datori di lavoro previsti dalla vigente normativa», ha scritto in una nota la segretaria, indirizzata a sindaco, assessori e consiglieri comunali.
«E’ cura degli amministratori provvedere all’annotazione in ordine cronologico delle presenza, unitamente all’indicazione dell’orario di entrata e uscita, della causale e dell’apposizione della firma». Il provvedimento è la diretta conseguenza di quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale, quando, complice una variazione di bilancio, si scoprì che Palazzo Mayer aveva rimborsato la Fiat spa di circa 2mila euro per i permessi istituzionali dell’assessore al commercio Arcangelo Sicignano, suo dipendente. La legge prevede che il datore di lavoro può rivalersi verso il Comune, per i permessi retribuiti al suo dipendente che ricopre cariche pubbliche, relativamente alle sole giunte e a un massimo di 24 ore mensili.
Sicignano, non essendo in aspettativa come il collega Alessandro Arpaia, percepisce la metà dell’indennità spettante, pari a circa 1.100 euro lordi. La differenza, oltre al regolare stipendio professionale, la “copre” però grazie ai permessi chiesti e retribuiti dalla sua azienda. Tutto legittimo, se non fosse che in aula la delibera è mancante di istruttoria, dove si può evincere il perché di quei circa 2mila euro, relativi al bimestre gennaio-febbraio. «In questo periodo, causa Covid, il Comune era chiuso, perché non ci è dato sapere il motivo per il quale sono stati rimborsati questi soldi?», è quanto hanno chiesto in assise Teresa Formisano e Liliana Acanfora. «Le nuove disposizioni indicano che c’è un cambiamento di rotta, che tende a discostarsi dal precedente modus operandi e questo a mio avviso è già un segno positivo, anche se ci sono degli aspetti da capire sulle modalità attuative di tale controllo» le parole della Acanfora. «Resto in attesa di leggere le giustifiche firmate prima di quel documento – aggiunge la Formisano – Parliamo di soldi tolti dalle tasche dei cittadini per pagare gli amministratori e per quanto riguarda la mia attività di consigliere, continuerò ad andare al Comune senza utilizzare quel registro che tra l’altro ritengo illegittimo e illegale perché la legge chiarisce bene quando e in che modo devono avvenire le giustificazioni». «Certo è che dovrebbe essere la responsabilità di ogni amministratore nel non volere gravare sulle casse dell’ente, soprattutto in comune come il nostro alle prese con continui problemi di bilancio» osserva Giuseppe Sarconio. «Giusto tentare di mettere ordine e magari sarebbe il caso anche di adottare una modulistica come già fatto in tanti comuni», il suggerimento di Michele Russo. Il perché di quei 2mila euro, ad oggi, ancora non è stato reso pubblico.
Adriano Falanga

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