Gli alunni senza scuola studiano nel seminterrato, proteste a San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Gli alunni senza scuola studiano nel seminterrato, proteste a San Giuseppe Vesuviano

Non bastavano i disagi legati al traffico presi sottogamba, il primo giorno di scuola per gli alunni della scuola Ceschelli di San Giuseppe Vesuviano – trasferiti al plesso Pace – s’è trasformato in un’odissea. Costretti a far lezione in un seminterrato, dove sono state ricavate in extremis alcune aule per ospitarli a causa della chiusura dell’istituto per i lavori di riqualificazione in corso, hanno dovuto fare lo slalom tra i rifiuti ammassati nello spazio antistante la porta di ingresso, per accedere alla struttura che da qui ai prossimi mesi li ospiterà. Tutto sotto gli occhi degli insegnanti e delle mamme, sconcertate per la «manovra-tampone» messa in campo dai vertici dell’amministrazione comunale. Le rassicurazioni del sindaco Vincenzo Catapano, contenute in un video 24 ore prima, sono state immediatamente smentite dalle immagini di disagio degli alunni dell’istituto. Tanto da costringere un gruppo di mamme a chiedere spiegazioni direttamente ai vertici del Comune. Si sono recate in municipio a chiedere spiegazioni. «Perché non è accettabile che i nostri figli studino in quelle condizioni, quando sarà consegnata la nuova scuola?», hanno chiesto ai vertici del municipio di piazza Elena d’Aosta. Invece di rassicurazioni hanno incassando un «presto consegneremo l’istituto alla comunità», che sarà tanto di voglia di prendere tempo e di tentativo di calmare le acque. Una protesta capace di agitare il primo giorno di scuola, già finito al centro delle polemiche nei giorni scorsi quando ci si è resi conto che ben 4 istituti (tra cui la Ceschelli) non avrebbero aperto al pubblico per l’anno didattico in corso: gli altri sono il plesso Luonghi, Santa Maria la Scala e il Capoluogo. Nel frattempo ha provato a gettare acqua sul fuoco il primo cittadino che ha parlato di un rientro, tutto sommato, positivo per gli studenti sangiuseppesi. I disagi sono stati contenuti, a suo dire. «Nonostante alcune criticità, che stiamo già ora affrontando e risolvendo, tutto è andato per il meglio. – fa sapere il sindaco Vincenzo Catapano – Vorrei, a tal proposito, tranquillizzare i genitori degli alunni dell’Istituto Ceschelli, rispetto alla collocazione dei propri figli presso le aule del plesso Pace, dove siamo stati questa mattina e dove stiamo già intervenendo per risolvere alcune difficoltà. Dopo un lunghissimo periodo di didattica a distanza, era prevedibile che si evidenziassero alcune problematiche, che stiamo già risolvendo, ma era fondamentale che, finalmente, i ragazzi potessero riprendere le lezioni in presenza». Restano i dubbi per una serie di lavori che meritavano maggiore attenzione. Basti pensare che per il plesso Luonghi e per Santa Maria la Scala, gli interventi di riqualificazione dovevano terminare già tempo fa. Resta il mistero del plesso Capoluogo, chiuso per l’emergenza crolli oltre un anno fa e di cui non si conoscono ancora le intenzioni per la riapertura. Sempre restando in tema di scuole, dopo le polemiche dei giorni scorsi per la chiusura degli istituti cittadini, l’amministrazione comunale ha convocato nella sala consiliare una conferenza aperta alla stampa per illustrare le procedure adottate per i lavori da realizzare nel bene confiscato alla criminalità organizzata di via Croce Rossa e destinato a diventare il polo degli alunni.

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