Iphone e scommesse, giovani vittime degli usurai: inchiesta a Castellammare

Tiziano Valle,  

Iphone e scommesse, giovani vittime degli usurai: inchiesta a Castellammare

C’è chi scommette, tanto. Spesso senza avere nemmeno i soldi per permetterselo. È in quel momento che gli strozzini entrano in scena, offrendo piccoli prestiti anche di 100-200 euro, che aumentano pian piano fino a raggiungere cifre importanti. Nella rete ci sono anche ragazzi che pur di vincere anche piccole somme, magari con cui acquistare un telefono cellulare di ultimissima generazione, alla fine si ritrovano nel mirino dei cravattari. Comincia così un giro d’usura che metterebbe in ginocchio decine di famiglie a Castellammare di Stabia. Debiti di gioco che si sommano fino a costringere le vittime a dover cedere auto, scooter o tantissimi soldi, per tentare di liberarsi dalla morsa dei vampiri. Su questo affare decisamente redditizio per gli usurai hanno acceso i riflettori le forze dell’ordine, a seguito di alcune denunce presentate dalle vittime. L’inchiesta è ancora alle battute iniziali, ma a quanto pare nel giro non sarebbero coinvolti soltanto personaggi legati alla criminalità organizzata. Che i clan, in particolare i D’Alessandro, abbiano il controllo di alcune agenzie di scommesse è una certezza per gli investigatori, ma i prestiti a strozzo spesso vengono garantiti da persone che non sono affiliate alla cosca. La camorra, questa è l’ipotesi adesso al vaglio degli investigatori, percepisce una percentuale degli affari più grossi, talvolta anche intervenendo per mettere pressione alle vittime quando c’è la possibilità di strappare auto, scooter o addirittura case. Gli inquirenti però si stanno concentrando sull’origine di questo business fuorilegge che vedrebbe protagonisti insospettabili pronti ad avvicinare al banco delle scommesse i giocatori più incalliti. Gente che punta ben oltre quelle che sarebbero le loro possibilità su partite di calcio, cavalli, gratta e vinci o il lotto, senza dimenticare le slot machine che rappresentano un altro «microsettore» sfruttato molto dagli stessi strozzini di Castellammare di Stabia. Secondo quanto emerge dalle prime battute delle indagini ci sono operai, padri di famiglia, che arriverebbero a scommettere anche 200-250 euro a settimana, bruciando gran parte del loro stipendio e rischiando di finire nella rete dei vampiri. Ma anche i giovani del posto, poco più che maggiorenni, che pur di piazzare la “giocata giusta” e vincere centinaia di euro dopo una scommessa, possono però ritrovarsi sotto usura. Si tratta di sui quali si sono già accesi i fari delle forze dell’ordine, che hanno cominciato a indagare a fondo su questo fenomeno anche a seguito di alcuni raid incendiari che si sono verificati a Castellammare di Stabia negli ultimi mesi. Appare una possibile traccia di questo fenomeno, sono degli scenari che lascerebbero pensare a minacce rivolte a persone che hanno contratto debiti di gioco.

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