Sorrento. B&b nel mirino: prezzi più alti di quelli pubblicati, arrivano le sanzioni

Salvatore Dare,  

Sorrento. B&b nel mirino: prezzi più alti di quelli pubblicati, arrivano le sanzioni

L’accusa è pesante e molto precisa. È quella di aver applicato ai turisti prezzi ben più alti rispetto a quelli ufficialmente esibiti sul web. Da qui, l’avvio di un procedimento amministrativo che porta a una sanzione. Sotto la luce dei riflettori torna a finire il fenomeno dei “rincari” sospetti del tariffario delle strutture extralberghiere di Sorrento. Sul caso, stanno avviando accertamenti gli agenti del comando di polizia municipale e gli uffici comunali. Già nel corso delle ultime settimane, sono state comminate numerose ammende anche oltre 1.000 euro. Alcune violazioni sono “datate”, risalgono anche addirittura a cinque anni fa, ma proprio in questi giorni stanno fioccando le ordinanze di rito a cura del quarto dipartimento del Comune di Sorrento.Una delle ultime anomalie rilevate nei confronti di alcune location ricettive riguarda non solo il cambio di destinazione d’uso, da commerciale ad abitativo, con procedimenti aperti per abusivismo edilizio. Ora è pure il turno della questione dei prezzi. Stando alle ricostruzioni fatte dagli uffici comunali, stanno aumentando le violazioni delle prescrizioni imposte dalla normativa regionale. Nel dettaglio, tutto parte dalla cosiddetta Scia (segnalazione certificata di inizio attività) con cui si informa il municipio di piazza Sant’Antonino dell’effettiva apertura della struttura extralberghiera di turno (in prevalenza sono bed and breakfast, affittacamere o casa vacanza). Ovviamente, attraverso importanti siti internet anche di livello internazionale per la prenotazione di pernottamenti (tipo booking.com, trivago.it e tripadvisor.it) ogni gestore delle location pubblica prezzi per gli alloggi. Ma succede che il prezzo pubblicizzato risulta essere superiore a quello massimo previsto proprio in sede di Scia. Ed è qui che perviene, a detta del Comune di Sorrento, l’irregolarità. Ovviamente, una volta emessa la sanzione, il titolare della struttura extralberghiera “indagata” può chiudere il procedimento pagando l’ammenda in misura ridotta. In caso differente, la sanzione va da un minimo di 500 a un massimo di 2.000 euro.Anche in questa stagione estiva in cui ha pesato molto l’effetto Covid – pochi stranieri rispetto agli anni scorsi, sono invece aumentati i clienti italiani facendo prevalere il cosiddetto “turismo di prossimità”  – sono stati segnalati diversi casi di prezzi differenti a quelli pubblicizzati sui portali di prenotazione. Una irregolarità diffusa che alimenta il dibattito sulla convivenza del turismo extralberghiero in una città ormai invasa da B&b e case vacanza.

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