Caos corse in Circum, comitati e associazioni denunciano l’Eav alla Corte dei Conti

Andrea Ripa,  

Caos corse in Circum, comitati e associazioni denunciano l’Eav alla Corte dei Conti

Le immagini delle stazioni chiuse di qualche settimane fa, le corse lungo una delle tratte che abbracciano centinaia di migliaia di cittadini ancora ridotte. E poi ancora i viaggi in convogli che assomigliano sempre più a carri bestiame senza contare le carenze di personale  e gli interventi di pulizia. «Non viene garantito neanche l’ordinario». L’esposto presentato dai vertici del Comitato Civico Agostino Cifariello di Ottaviano e il Gruppo “Pendolarinoaltagliodeitrenidellacircumvesuviana”, indirizzato alla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania denuncia le gravi condizioni in cui sono costretti a viaggiare i residenti dell’area vesuviana. Tra la linea della fascia costiera-vesuviana e quella che attraversa i comuni dell’hinterland vesuviano, i disservizi – si legge nell’esposto – sono tanti. Nel mirino la governance dell’Ente Autono Volturno ritenuta «responsabile», al pari dei vertici della Regione Campania (vengono indicati il presidente e l’assessore ai trasporti) i responsabili di un «disastro» trasporti che continua a consumarsi a discapito dei pendolari dell’area sud della provincia di Napoli. La nota è firmata dal presidente del comitato civico ottavianese, l’avvocato Marcello Fabbrocini, e dal portavoce dell’associazione che da tempo si batte contro il taglio dei treni sulle linee della Circum, Vincenzo Ciniglio. Un esposto presentato nel tentativo di far luce sulle spese sostenute da Regione Eav – «si chiede se abbiano utilizzato razionalmente le risorse economiche destinate al servizio del trasporto pubblico della Circumvesuviana» – in questi anni. E l’elenco dei disagi affrontati dai pendolari della Circum è lunghissimo. «Dopo anni di lotta, anni di denunce pubbliche, anni di promesse mai mantenute, stanchi di sentire in risposta alle nostre denunce o manifestazioni che stanno facendo miracoli, perché noi questi miracoli non li vediamo, anzi nonostante i fiumi di denaro investiti sembra ritornare al passato. – denunciano le associazioni del territorio – Stanchi di disservizi e di annunci di migliorie subito smentiti e di miracoli mai avverati; di attese infinite di nuovi treni, anni persi per l’assegnazione sbagliata della gara; del ritardo della consegna dei treni in revamping, dodici di questi, patrimonio pubblico, forse persi definitivamente; di assistere a assunzioni che hanno riguardato in gran parte figure professionali di quadri o amministrativi lasciando vuoti in organico dove c’era più bisogno, macchinista e capotreno; di subire l’allungamento dei tempi di percorrenza, colpa di una rete ferroviaria obsoleta; di avere un’offerta di servizio pubblico che non prevede corse di mattina presto e più tardi la sera; di un’azienda che non riesce a garantire, nonostante appalti e risorse, nemmeno  la pulizia delle sedute dei metrostar che pure dovrebbe essere l’ordinario; di scelte aziendali approssimative, cause di continui disagi e precarietà del servizio; di vedere i vari responsabili di questi continui fallimenti continuare a ricoprire gli stessi incarichi».

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