Torre del Greco, sabotaggio al Maresca: raid nell’ambulatorio di cardiologia

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, sabotaggio al Maresca: raid nell’ambulatorio di cardiologia
L'ospedale Maresca

Torre del Greco. C’è l’ipotesi di un «sabotaggio interno» dietro il raid all’ambulatorio di cardiologia dell’ospedale Maresca. E’ la pista battuta dai carabinieri della caserma Dante Iovino, impegnati a dare un volto e un nome a chi – presumibilmente durante la notte tra lunedì e martedì – si è introdotto all’interno dei locali al secondo piano per mettere fuori uso l’eco-cardiogramma, lo strumento necessario per effettuare le ecografie al cuore con l’utilizzo di una sonda a ultrasuoni.

Il raid e la denuncia

Secondo la denuncia arrivata sulla scrivania degli uomini in divisa guidati dal capitano Andrea Leacche, fino alle 15 di lunedì – orario di chiusura dell’ambulatorio – tutto era perfettamente in ordine. Ieri mattina, invece, il cavo di collegamento tra la sonda e l’eco-cardiogramma è stato trovato danneggiato: il filo non sarebbe stato tranciato di netto, ma inciso con un «taglio chirurgico» in modo da fare pensare – al momento del mancato funzionamento dello strumento – a un guasto. Il raid è stato scoperto solo al momento dell’arrivo del primo paziente, perché al proprio arrivo il dottore Angelo Nocerino – il cardiologo alla guida dell’ambulatorio – e le due infermiere di turno non avevano notato segni di effrazione alle porte. Una circostanza rilevata successivamente dagli investigatori arrivati sul posto: «Chi è entrato, era in possesso delle chiavi», la tesi circolata in pochi minuti tra i corridoi del nosocomio di via Montedoro. D’altronde, all’interno della pec inviata al direttore sanitario Giovanni D’Onofrio, si conferma l’ipotesi del «sabotaggio» e non è esclusa l’apertura anche di un’indagine interna all’Asl Napoli 3 Sud per provare a fare piena luce sull’episodio.

Numeri da record

Fortunatamente, l’irruzione notturna non ha pregiudicato – complice l’intervento degli addetti alla manutenzione – il regolare svolgimento delle attività dell’ambulatorio di cardiologia. Una divisione diventata in pochi mesi un vero e proprio fiore all’occhiello della struttura sanitaria a caccia di rilancio dopo avere scacciato l’incubo della chiusura con trasformazione in centro di riabilitazione e lungodegenza. Basta guardare i numeri registrati durante l’ultimo mese di settembre: 400 consulenze tra visite esterne e accertamenti da reparto. Dati in linea con l’andamento-record dall’inizio del 2021: a partire dal 17 gennaio e fino al 31 luglio sono state circa 1.900 le consulenze certificate al secondo piano dell’ospedale Maresca. Numeri messi in pericolo dall’anonimo sabotatore entrato in azione nella notte tra lunedì e martedì e capace di allungare agghiaccianti ombre sull’ospedale Maresca e sulle speranze di rilancio della struttura sanitaria.

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