Ucciso nel garage a Torre Annunziata, Scaramella raccontò il massacro in carcere

Ciro Formisano,  

Ucciso nel garage a Torre Annunziata, Scaramella raccontò il massacro in carcere

«Incontrai Giorgio Scaramella in carcere, a Poggioreale. Eravamo nella stessa cella. Mi disse che fu lui a causare la lite con la figlia di Cerrato. E sempre lui chiamò suo fratello Domenico che arrivò assieme a Francesco e Antonio Cirillo. Domenico colpì Cerrato con dei pugni, Francesco lo manteneva e Antonio gli ha sferrato la coltellata mortale». Sono alcuni passaggi della testimonianza resa ieri mattina, in aula, da Antonio Venditto, il giovane incensurato arrestato e poi scagionato dalle indagini degli inquirenti per l’omicidio del 19 aprile scorso a Torre Annunziata. Venditto è stato sentito nel corso dell’incidente probatorio per cristallizzare le accuse a carico dei 4 sospettati (Giorgio e Domenico Scaramella e Francesco e Antonio Cirillo) ritenuti responsabili del massacro avvenuto nel garage di via IV Novembre. Maurizio Cerrato è stato ucciso in seguito a una lite per un posto auto e dopo essere intervenuto per difendere sua figlia dall’aggressione degli stessi Scaramella. Venditto in aula ha praticamente confermato quanto detto nel corso dell’interrogatorio reso agli inquirenti il 6 giugno scorso, pochi giorni prima di essere scarcerato su richiesta della Procura che alla luce degli indizi raccolti ha accertato la totale estraneità ai fatti dell’uomo. Interrogatorio finito al centro dell’ultimo filone dell’inchiesta sul delitto: quello costato l’arresto a Francesco Cirillo, pregiudicato del parco Apeca e padre di Antonio, l’uomo che ha confessato di aver sferrato la coltellata mortale al sessantunenne. Venditto, arrestato ad aprile, ha incontrato, in carcere, Giorgio Scaramella. La difesa dei fratelli Scaramella (rappresentati dagli avvocati Antonio de Martino e Rocco Briganti) nel contro esame ha chiesto chiarimenti su questo punto, sottolineando che Venditto avrebbe reso interrogatorio solo diverso tempo dopo l’incontro con il sospettato. Lo stesso Giorgio Scaramella avrebbe comunque raccontato a Venditto ciò che è accaduto nel garage, ricostruendo nei dettagli la dinamica dei fatti. Dinamica poi confermata anche da Antonio Cirillo nella sua confessione resa ai magistrati (le indagini sono coordinate dal pm Giuliana Moccia e dal Procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso). Dichiarazioni che da ieri rappresentano prove destinate a finire al centro del processo a carico dei 4 sospettati accusati di omicidio. L’obiettivo della Procura è soprattutto quello di rafforzare le accuse a carico di Francesco Cirillo, recentemente scarcerato dal tribunale del Riesame che accogliendo la tesi dell’avvocato Antonio Iorio ha concesso al sospettato i domiciliari riformulando l’accusa in concorso anomalo in omicidio. Tesi che non convince la Procura, pronta a impugnare quel verdetto sia per chiedere il ritorno in carcere di Cirillo che per blindare l’accusa (più grave) di omicidio volontario per tutti i sospettati. Ieri era in programma anche la testimonianza dei titolari del garage nel quale è avvenuto il massacro. I due imprenditori verranno però sentiti il prossimo 3 novembre.

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