Veleni nel fiume Sarno, scattano 2 arresti: ecco chi sono gli imprenditori

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Veleni nel fiume Sarno, scattano 2 arresti: ecco chi sono gli imprenditori

Inquinamento ambientale del fiume Sarno, reiterata violazione dei sigilli. Con queste accuse, ieri mattina, Luigi Viola e Cinzia Limongello, titolari dell’azienda Eurogalvanica che ha sede a Torre Annunziata, sono finiti agli arresti domiciliari dopo un’indagine condotta dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica di Napoli e della Compagnia di Napoli-Stella che hanno dato esecuzione ai provvedimenti cautelari emessi dal Gip presso il Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura. “Rinascita Sarno” è il nome dell’attività d’indagine su cui lavora un pool di magistrati, in stretta collaborazione con altre tre procure. I provvedimenti di ieri si inseriscono nell’ambito di una più ampia e imponente attività d’indagine condotta dal reparto speciale dell’Arma con il coordinamento della Procura della Repubblica torrese, tesa ad individuare le cause e i responsabili dell’ inquinamento del corso d’acqua, notoriamente il più “avvelenato” d’Europa. Secondo l’accusa la Eurogalvanica di Torre Annunziata, che ha sede in via Piombiera, a due passi dal Sarno, un’ azienda che opera nel settore della zincatura dei metalli avrebbe immesso nel canale Bottaro (affluente del fiume) sostanze ritenute tossico-nocive come zinco, rame e ammoniaca, provenienti dal ciclo produttivo. Dalle analisi effettuate dagli esperti incaricati, sono stati in particolare accertati valori di zinco superiori di 200 volte quanto consentito. In particolare, le analisi condotte dai militari hanno permesso di verificare che i reflui della produzione venivano immessi nel canale Bottaro senza subire alcun trattamento depurativo ed in assenza delle previste autorizzazioni. Aspetto ancora più allarmante, è che il canale è tutt’ora utilizzato ai fini irrigui, distribuendo parte delle proprie acque nelle aree agricole attraversate, mediante un fitto reticolo di canali irrigui diramatori. La Eurogalvanica già in passato era stata sottoposta a sequestro preventivo sempre per reati legati all’inquinamento ambientale: il primo provvedimento è datato 2017, gli ultimi due sono stati eseguiti ad aprile e settembre di quest’anno. Proprio a settembre, infatti, insieme alla ditta di Torre Annunziata erano finite sul libro dei cattivi altre tre aziende tra Striano, Pagani e Solofra. Sul Sarno, ormai, è in atto una mega-inchiesta condotta dalle Procure di Avellino, Torre Annunziata e Nocera Inferiore. Il sequestro delle 4 aziende si rese necessario per “evitare la compromissione ulteriore dell’ambiente circostante e del fiume Sarno in particolare” scrivevano solo pochi giorni fa i magistrati.  Un’inchiesta che si muove su più fronti. A cominciare dalle presunte omissioni dei Comuni che ricadono nel bacino del fiume. Enti che – negli anni – non avrebbero messo in campo le iniziative necessarie (la tesi degli inquirenti) per la depurazione del Sarno, aprendo così al disastro. Uno scempio che ha inevitabilmente avuto ricadute drammatiche anche sul rilancio di un’area – quella che si trova a due passi dalle sponde del fiume che sogna ben altro futuro.

Ciro Formisano – Vincenzo Lamberti

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