Tangentopoli a Torre Annunziata, lo scandalo si allarga. I pm: «In 5 giorni Ariano intascò 2 tangenti»

Ciro Formisano,  

Tangentopoli a Torre Annunziata, lo scandalo si allarga. I pm: «In 5 giorni Ariano intascò 2 tangenti»

Cinque giorni prima del suo arresto (il 23 dicembre scorso) avrebbe riscosso un’altra tangente. Una mazzetta da 2.000 euro che l’ex dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Torre Annunziata, Nunzio Ariano, avrebbe ricevuto dalle mani di A. C., imprenditore edile. Soldi che – secondo i pm – sono serviti per ottenere l’affidamento diretto di un appalto da 40.000 euro per alcuni lavori di manutenzione degli infissi dell’asilo nido di via Parini. Un’accusa che rappresenta l’ennesimo tassello dello scandalo Tangentopoli, il terremoto giudiziario che negli ultimi 10 mesi ha gettato ombre inquietanti sul Comune di Torre Annunziata arrivando a lambire anche la politica. Ieri all’ex dirigente comunale, arrestato il 28 dicembre con in tasca una mazzetta da 10.000 euro, è stata notificata in carcere una nuova ordinanza cautelare per corruzione. Si tratta del terzo episodio che la Procura (l’inchiesta è coordinata dal Procuratore Nunzio Fragliasso) ha ricostruito nell’ambito delle indagini sul presunto “sistema” di mazzette in cambio di appalti pubblici a Torre Annunziata. Un nuovo mandato d’arresto che arriva a 9 giorni dall’avvio del processo che vede imputato Ariano. I fatti oggetto dell’ultima indagine, condotta dalla guardia di finanza, riguardano un incontro avvenuto il 23 dicembre. Ariano «secondo il collaudato sistema», come scrive il Procuratore in una nota, avrebbe convinto l’imprenditore a consegnargli il denaro per ottenere in cambio quell’appalto attraverso il sistema dell’affidamento diretto. Soldi che l’imprenditore edile avrebbe poi corrisposto all’allora dirigente dell’Utc per mettere le mani sui lavori di manutenzione degli infissi all’interno dell’edificio scolastico. Contestualmente alla notifica dell’ordinanza i finanzieri hanno consegnato ad Ariano anche un decreto di sequestro pari alla somma della presunta tangente riscossa (2.000 euro). Secondo la Procura, 5 giorni dopo Ariano avrebbe incassato la mazzetta da 10.000 euro nei pressi delle Sette Scogliere. Tangente che gli era stata consegnata dall’imprenditore edile Vincenzo Supino proprio davanti agli occhi dei finanzieri che seguivano Ariano già da due mesi. L’ex capo dell’ufficio tecnico venne fermato con i soldi in tasca dalla finanza e ha confessato sostenendo, però, che si trattava di un episodio isolato. Ma per la procura l’ex capo dell’Utc avrebbe messo in piedi un vero e proprio sistema. Un vortice di appalti e mazzette ricostruito da una seconda ordinanza cautelare per un’altra tangente, da 2.000 euro, intascata per i lavori al Penniniello sempre da Supino. Ieri l’ennesimo atto dell’inchiesta con il nuovo mandato d’arresto per Ariano. Il sospetto, però, è che non sia finita qui. A quella tangente per i lavori di manutenzione dell’asilo nido, infatti, gli inquirenti sono arrivati indagando su un altro appalto sospetto gestito dall’ex capo dell’Utc.

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